A Bari, prende il via un progetto di grande rilevanza per la città: la realizzazione del Parco della Giustizia. L'opera sorgerà nell’area delle ex Casermette Milano e Capozzi, nel quartiere Carrassi, trasformando un'importante porzione del tessuto urbano. Il 30 settembre 2026, l’Agenzia del Demanio ha formalizzato il contratto con Cobar-Sac, la società che si è aggiudicata la gara europea per la progettazione esecutiva e per i lavori di questo nuovo e moderno polo giudiziario.
L’intervento è destinato a riunire in un’unica area le diverse funzioni dell’amministrazione giudiziaria, ottimizzando spazi e servizi.
La consegna del primo lotto, che includerà il parco e l’edificio dedicato al Tribunale penale e alla Procura della Repubblica, è attesa entro 19 mesi dall'avvio dei lavori. Per il completamento dell’intero complesso, la previsione è di circa due anni e mezzo a partire dall’inizio del cantiere.
Il progetto, promosso dall’Agenzia del Demanio in qualità di stazione appaltante, è finanziato dal Ministero della Giustizia e realizzato in stretta intesa con il Comune di Bari. L’investimento complessivo per questa imponente opera ammonta a 405 milioni di euro. L’aggiudicazione dell’appalto da parte del Demanio è stata oggetto di un significativo contenzioso legale, che ha visto coinvolti il Tar e il Consiglio di Stato.
Il nuovo polo giudiziario e la sua portata
Il primo lotto del Parco della Giustizia, come accennato, sarà il fulcro del nuovo insediamento, ospitando il Tribunale penale e la Procura della Repubblica. L'intero polo giudiziario, una volta completato, avrà la capacità di accogliere circa 1.800 persone, tra magistrati e personale dipendente, contribuendo a una maggiore efficienza e funzionalità del sistema giudiziario locale. Il progetto architettonico è stato curato dallo studio Atelier(s) Alfonso Femia, selezionato attraverso un concorso di progettazione internazionale che ha garantito l'eccellenza e l'innovazione delle soluzioni proposte.
La visione alla base del Parco della Giustizia va oltre la semplice costruzione di nuovi edifici.
L'intervento si inserisce in un più ampio piano di rigenerazione urbana per il quartiere Carrassi, prevedendo la creazione di un vasto parco, servizi integrati e spazi aperti attrezzati, destinati a migliorare la qualità della vita dell'intera comunità. Il raggruppamento di professionisti coinvolti comprende, oltre ad Atelier(s) Alfonso Femia, anche Proger, Magnanimo Ingegneri Associati e Land Italia, garantendo un approccio multidisciplinare e una cura attenta a ogni dettaglio.
Sostenibilità, efficienza energetica e impatto ambientale
Un aspetto fondamentale del Parco della Giustizia di Bari è l'impegno verso la sostenibilità ambientale e l'efficienza energetica. Le strutture saranno realizzate secondo i principi degli edifici nZEB (nearly Zero Energy Building), che prevedono un consumo energetico quasi nullo.
Questo approccio si traduce in una serie di soluzioni innovative, tra cui l'installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia pulita e sistemi avanzati per la riduzione dei consumi idrici.
Il progetto prevede l'utilizzo di materiali recuperati o a basso impatto ambientale, l'integrazione di tetti verdi e l'adozione di coperture ad alta riflessione, che contribuiscono a mitigare l'effetto isola di calore e a migliorare l'efficienza termica degli edifici. Grazie a queste scelte progettuali all'avanguardia, si stima un significativo taglio delle emissioni di CO₂, con una riduzione fino a 71mila kg di CO₂ all’anno. Questo rende il Parco della Giustizia non solo un centro nevralgico per l'amministrazione giudiziaria, ma anche un modello di architettura sostenibile e rispettosa dell'ambiente.