L'Ente Parco Nazionale del Gargano ha ufficialmente annunciato la propria disponibilità a costituirsi parte civile in un eventuale processo penale. La decisione, comunicata a Foggia il 14 settembre 2026 dal Commissario straordinario Raffaele Di Mauro, riguarda gli incendi boschivi che hanno gravemente colpito il territorio e per i quali è indagato un volontario, precedentemente impegnato nelle attività di contrasto ai roghi. L'uomo è accusato di aver appiccato ben otto incendi tra le località di Vieste e Peschici, nel cuore del Gargano.
La posizione assunta dall'Ente mira a garantire la più ampia tutela del prezioso patrimonio ambientale danneggiato e a salvaguardare gli interessi vitali del Parco stesso e dell'intera comunità garganica.
Il Commissario Di Mauro ha chiarito che l'eventuale costituzione di parte civile avverrà tramite l'Avvocatura dello Stato, e sarà formalizzata solo qualora si giunga all'instaurazione di un processo e sussistano tutti i presupposti legali necessari. Nel testo diffuso dall’Ente, il commissario ha enfaticamente affermato che il Parco “è pronto, attraverso l'Avvocatura dello Stato, a costituirsi parte civile”.
L'arresto del volontario e le gravi accuse
L'annuncio del Parco segue di pochi giorni l'importante sviluppo giudiziario che ha visto l'arresto di un residente di Vieste. L'uomo, che ricopriva il ruolo di volontario in un'associazione attiva anche nello spegnimento degli incendi boschivi, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri Forestali di Foggia ed era stato emesso l'11 settembre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica.
Le accuse mosse all'indagato sono di incendio boschivo, reato severamente punito dall'articolo 423-bis del codice penale. In particolare, gli vengono contestati otto episodi incendiari, avvenuti tra luglio e agosto, che hanno interessato vaste aree del Gargano, tra Vieste e Peschici, e che si sono verificati anche all'interno dei confini del Parco Nazionale del Gargano. Le contestazioni sono aggravate dalla gravità del danno ambientale causato e dal fatto che l'uomo, al momento dei fatti, rivestiva un ruolo di volontario, il che rende la sua condotta ancora più riprovevole.
Dettagli delle indagini e ringraziamenti
La meticolosa ricostruzione investigativa che ha condotto all'arresto si è avvalsa di una combinazione di rilievi tecnici specialistici e di precise videoriprese. Queste ultime, strategicamente predisposte nelle zone colpite dai roghi, avrebbero fornito prove documentali cruciali, mostrando l'uomo nell'atto di appiccare il fuoco alla vegetazione e successivamente allontanarsi rapidamente a bordo della sua auto. Le indagini, tuttavia, non si fermano qui: proseguono attivamente per verificare eventuali collegamenti con altri incendi che hanno interessato la zona e per accertare l'eventuale presenza di complici.
Il Commissario Di Mauro ha espresso il suo ringraziamento ai Carabinieri Forestali del Reparto Parco Nazionale.