Un pensionato di 65 anni è stato condannato a due anni di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per detenzione di materiale pedopornografico a Genova. La sentenza, emessa dalla gip Martina Tosetti, è giunta al termine di un processo con rito abbreviato, a circa un anno dal suo arresto da parte della Polizia Postale. Nelle memorie del computer dell'uomo e in un hard disk esterno, gli inquirenti avevano rinvenuto migliaia di documenti, tra foto e video raffiguranti minori.

L'accusa, coordinata dalla pm Patrizia Petruzziello, aveva inizialmente contestato all'imputato anche il reato di diffusione del materiale pedopornografico.

Gli agenti della Polizia Postale lo avevano colto in flagrante mentre scaricava file che, secondo la ricostruzione accusatoria, venivano poi condivisi automaticamente in rete. Tuttavia, la decisione del giudice ha operato una netta distinzione tra le due fattispecie: il 65enne è stato condannato esclusivamente per la detenzione del materiale ed è stato assolto dall’accusa più grave di diffusione, poiché non è stata provata la sua volontà di condividerli.

La linea difensiva accolta dal giudice

La difesa del pensionato, curata dall'avvocato Michele Ispodamia, ha sostenuto che l'uomo non fosse consapevole che il programma utilizzato per scaricare i file prevedesse anche la condivisione contestuale con altri utenti.

Secondo la tesi difensiva, il materiale era destinato unicamente a essere conservato per sé, come dimostrato anche dall'archiviazione su una memoria esterna. Questa impostazione, già emersa durante l'interrogatorio di garanzia subito dopo l'arresto, è stata accolta dalla giudice nel corso del rito abbreviato.

Il punto cruciale della sentenza riguarda, dunque, l'assenza di prove concrete sulla volontà dell'imputato di diffondere i file. La condanna a due anni, con sospensione condizionale della pena, si riferisce pertanto alla sola detenzione del materiale illecito rinvenuto sui dispositivi elettronici. L'assoluzione dall'accusa di diffusione ha escluso la responsabilità per il reato considerato più grave tra quelli contestati nel procedimento.

L'arresto e la scarcerazione

Il precedente provvedimento di scarcerazione era stato disposto in seguito all'arresto avvenuto il 21 novembre 2025. All'epoca, l'uomo aveva 64 anni ed era stato fermato dagli agenti della Polizia Postale mentre era intento a scaricare e, secondo le prime ipotesi, a condividere file pedopornografici. In quell'occasione, erano stati sequestrati il personal computer e l'hard disk della memoria esterna, sui quali erano stati trovati e conservati migliaia di file.