Un episodio allarmante ha interessato la Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia a Trieste. Il 22 settembre 2026, una busta contenente un proiettile è stata recapitata presso gli uffici dell'organo. La notizia, diffusa alle 14:28, è stata accolta con il massimo riserbo da parte dei vertici dell'istituzione, che al momento non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sull'accaduto.
La scoperta del proiettile e l'intervento delle autorità
La busta, indirizzata genericamente alla Corte dei Conti, è stata aperta da una dirigente. Dopo averne verificato il contenuto, la funzionaria ha immediatamente allertato le forze dell'ordine e presentato una denuncia.
Il riserbo imposto sulla vicenda coinvolge le sezioni regionali di controllo e giurisdizionale, nonché la Procura regionale della Corte dei Conti. Non sono stati divulgati ulteriori dettagli né dichiarazioni da parte dei vertici dell'organo, che mantengono una stretta riservatezza sull'episodio del 22 settembre 2026.
Il contesto delle indagini della magistratura contabile a Trieste
L'episodio si inserisce in un periodo di attenzione per la magistratura contabile triestina. La Corte dei Conti è infatti già impegnata in un distinto procedimento amministrativo, datato 17 settembre 2026, che riguarda il Porto di Trieste. L'istruttoria è stata avviata per un presunto danno erariale di circa un milione di euro, legato alle indennità di reperibilità concesse ad alcuni dipendenti operativi dello scalo.
Le modalità di riconoscimento di tali indennità sarebbero state non conformi a quelle previste.
Nel contesto di questa indagine sul Porto di Trieste, sono stati indicati l'ex presidente del Porto Zeno D'Agostino, l'ex segretario generale Vittorio Torbianelli e altri funzionari dell'Autorità portuale. Un altro filone d'inchiesta, di natura penale, coinvolge la Procura della Repubblica e ipotizza il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche nei riguò