Sei misure cautelari sono state eseguite il 22 settembre 2026 nel quartiere Arghillà Nord di Reggio Calabria, nell'ambito di un'indagine dei Carabinieri su episodi con armi da fuoco. Il provvedimento ha interessato sei indagati: tre sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre gli altri tre hanno ricevuto il divieto di dimora nell'intera provincia. Tutti sono ritenuti, a vario titolo, responsabili del reato di pubblica intimidazione con uso di armi.

L'ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura, riguarda anche quanto accaduto nella notte di Capodanno, il 1° gennaio 2026.

In quell'occasione, alcuni degli indagati, insieme a un minorenne, avrebbero detenuto e portato in luogo pubblico due pistole e almeno quattro fucili con relativo munizionamento.

Spari e allarme a Capodanno

Le indagini dei Carabinieri hanno ricostruito l'esplosione di circa cento colpi d'arma da fuoco nella notte di Capodanno. Parte degli spari sarebbe stata effettuata ad altezza d'uomo e indirizzata contro una lavatrice usata come bersaglio, creando concreto pericolo e forte allarme tra gli abitanti di Arghillà.

L'attività investigativa è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria. Il provvedimento cautelare è collegato alle condotte contestate ai sei indagati, individuate attraverso attività tecniche e riscontri investigativi.

L'operazione è stata eseguita dai militari della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.

Danneggiamento di telecamere

L'inchiesta ha riguardato anche il danneggiamento di alcune telecamere installate nel quartiere. Gli investigatori hanno individuato i presunti responsabili di due episodi, avvenuti tra gennaio e maggio 2026, nei quali gli impianti sarebbero stati resi inservibili mediante colpi d'arma da fuoco.

Il provvedimento è stato richiesto dalla Procura, guidata da Giuseppe Borrelli. La nota sul caso è firmata dal Procuratore Aggiunto Stefano Musolino. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.