Da Catania, il 10 settembre 2026, Anthony Barbagallo, capogruppo del Partito Democratico in commissione Trasporti e segretario regionale Dem in Sicilia, ha denunciato il sabotaggio delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche in diverse aree di servizio siciliane. In un video, Barbagallo ha mostrato i cavi tranciati, indicando in particolare le tratte autostradali Catania-Palermo e Catania-Siracusa, dove le infrastrutture dedicate alla ricarica risultano danneggiate e inutilizzabili.

Danneggiamenti e accuse di inerzia

La denuncia di Barbagallo si concentra sulle colonnine di ricarica collocate in autogrill e aree di servizio, i cui cavi sono stati tagliati e sabotati, rendendo le postazioni inutilizzabili.

Il rappresentante del Pd ha definito l'episodio «un fatto vergognoso», collegandolo al tema del caro carburante e indicando l'elettrico come potenziale alternativa per gli automobilisti.

Nel suo intervento, il capogruppo del Pd ha inoltre criticato le autorità preposte ai controlli e alle verifiche, accusandole di «continuare a non fare nulla». La critica politica si è estesa ai governi Meloni e Schifani, indicati da Barbagallo come indifferenti di fronte ai problemi dei cittadini. Il fulcro della questione rimane il danneggiamento dei cavi nelle aree di servizio menzionate e la pressante richiesta di verifiche sulle colonnine presenti lungo le autostrade siciliane.

Un quadro di precedenti segnalazioni in Sicilia

Questi recenti episodi si inseriscono in un contesto già problematico. Un precedente quadro di segnalazioni, risalente al 3 aprile 2026, aveva già evidenziato in Sicilia una serie di furti e atti vandalici contro le colonnine di ricarica per auto elettriche. Le aree interessate includevano diverse province dell'isola: Palermo, Ragusa, Catania, Trapani, Enna e Siracusa. Il problema principale riguardava il taglio o il furto dei cavi, spesso per il valore del rame, con la conseguenza di rendere le postazioni inutilizzabili e creare disagi significativi per gli automobilisti di veicoli elettrici.

Le segnalazioni raccolte in quel periodo indicavano un numero elevato di infrastrutture danneggiate, con stime che superavano le 200 colonnine distrutte o vandalizzate in tutta l'isola.

Tra i luoghi specifici citati figuravano Viale Francia a Palermo, via Falcone a Ragusa, il Sicilia Outlet Village di Enna e un tratto autostradale prima dell'uscita Priolo Sud, in direzione Catania. A Enna, in particolare, risultavano vandalizzate circa cinque colonnine di ricarica rapida.