La Procura della Repubblica di Cosenza ha richiesto l'arresto in carcere per Francesco Iannucci, sindaco di Carolei, comune del Cosentino. La richiesta rientra in un'inchiesta che ipotizza reati di alterazione delle acque, corruzione e turbativa d'asta. L'indagine è incentrata sulla qualità dell'acqua immessa nella rete idrica comunale e su altri profili amministrativi. A seguito della richiesta di misura cautelare, Iannucci si è dimesso dalla carica di sindaco.

Anche i componenti della giunta e la maggioranza consiliare hanno rassegnato le dimissioni, in segno di protesta.

L'inchiesta, avviata nel 2024 dopo accertamenti del Comando Unità forestali dei Carabinieri, si concentra sulla presunta immissione nella rete idrica comunale di acqua non potabile, prelevata da una sorgente locale e utilizzata per fronteggiare l'emergenza idrica del territorio.

Le accuse e i coinvolti

Le contestazioni includono anche presunte irregolarità relative ad appalti e alla gestione dei servizi cimiteriali. La richiesta di misura cautelare riguarda complessivamente otto persone. Oltre al sindaco dimissionario, figurano il vicesindaco Paolo Filice, altri amministratori comunali, un dirigente, un addetto alla manutenzione dell'impianto idrico e imprenditori.

Tra i destinatari della richiesta cautelare sono stati nominati Francesco Iannucci, Francescio Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Pulice, Paolo Filice, Andrea Forlino e Luigi Principe.

Il procedimento verte sulla qualità delle acque potabili comunali e sulla gestione del cimitero. Le ipotesi di reato sono attualmente nella fase d'indagine e saranno valutate dal giudice competente nel procedimento cautelare.

L'interrogatorio davanti al gip

Iannucci e gli altri indagati compariranno davanti al gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, per l'interrogatorio preventivo di garanzia. L'udienza è fissata per lunedì 14 settembre 2026. Dopo le audizioni, il giudice valuterà gli elementi indiziari e si pronuncerà sulle richieste cautelari della Procura. Il sindaco dimissionario è difeso dall'avvocato Francesco Calabrò.