Il feretro di Lorena Isceri è giunto a Squinzano, in provincia di Lecce, per l'ultimo saluto alla donna tragicamente scomparsa. La bara bianca, simbolo di purezza e di una vita spezzata troppo presto, è stata accolta in un silenzio carico di dolore davanti alla chiesa Maria Regina, dove si sono radunati familiari e parenti stretti per i funerali, fissati per il 9 settembre 2026. La madre, Antonietta, stringeva tra le braccia un orsacchiotto bianco, un tenero ricordo dell'infanzia di Lorena, mentre il padre Franco, sopraffatto dal dolore, si è chinato sulla bara in lacrime, baciandola in un gesto di straziante addio.
Le strade di Squinzano, il comune in cui Lorena viveva e dove era stata battezzata, si sono vestite a lutto con drappi e fiocchi rossi, in segno di cordoglio e di denuncia contro la violenza. La camera ardente, allestita all'interno della chiesa Maria Regina in via Risorgimento, è stata inizialmente riservata ai soli familiari, per permettere loro un momento privato di preghiera e raccoglimento, lontano dagli sguardi dei giornalisti e della folla in attesa.
La tragica ricostruzione dell'accaduto
La morte di Lorena Isceri è avvenuta in circostanze drammatiche, a seguito di un femminicidio che ha sconvolto l'intera comunità. La donna era stata rapita sotto casa e costretta nel bagagliaio di un'auto dal suo ex compagno.
Durante quei momenti concitati, Lorena era riuscita a chiamare il 112, mantenendo una conversazione telefonica che si è protratta per 19 minuti, un disperato tentativo di chiedere aiuto. L'epilogo è stato tragico: l'ex compagno l'ha lanciata da un cavalcavia dell'A1, all'altezza di Barberino di Mugello. L'autopsia ha rivelato dettagli agghiaccianti, indicando che Lorena era ancora in vita al momento della caduta dal viadotto e che, prima di essere gettata, aveva subito violente percosse.
Dopo aver compiuto l'atroce gesto, Federico Vella, l'ex compagno di Lorena, si è suicidato gettandosi anch'egli dal cavalcavia. Il suo gesto estremo è avvenuto davanti agli agenti, dopo una trattativa durata circa 40 minuti.
Una poliziotta, identificata come Ilaria, aveva tentato disperatamente di dissuaderlo dal compiere l'atto. Nelle fasi concitate che hanno preceduto il suicidio, l'uomo aveva pronunciato agli agenti la frase: "Sparatemi", un'ulteriore testimonianza della sua disperazione.
Un'intera comunità in lutto
I funerali di Lorena Isceri, fissati per il 9 settembre 2026 alle ore 17, hanno visto una vasta partecipazione. Nel piazzale antistante la chiesa Maria Regina di Squinzano, è stato predisposto un maxischermo per permettere a tutti di seguire la cerimonia. Gli amici di Lorena hanno voluto renderle omaggio con due gigantografie, immagini che ne ricordano il volto e la presenza. Il sindaco del comune ha proclamato il lutto cittadino per l'intera giornata delle esequie, un segno tangibile della vicinanza e del cordoglio dell'intera comunità.
Emergono anche dettagli sulla figura di Federico Vella. Si è appreso che l'uomo era in cura psichiatrica da ben 15 anni e che aveva avuto un incontro con il suo medico specialistico proprio il giorno prima dell'omicidio-suicidio. Lo psichiatra Giuseppe La Venia, interpellato, ha dichiarato di essere rimasto profondamente sconvolto da quanto accaduto, senza ulteriori specificazioni sul contenuto della sua dichiarazione, dato che la fonte originale si interrompeva.