Un centinaio di studenti, aderenti alla Rete degli Studenti Medi e all’Unione degli Universitari, ha manifestato la sera del 9 settembre 2026 a Roma, davanti al Ministero dell’Istruzione e del Merito. La mobilitazione, intitolata “Il nostro tempo è ora”, ha rappresentato il culmine di un presidio organizzato per riportare l’attenzione sulle condizioni della scuola italiana e presentare una piattaforma rivendicativa articolata su tre direttrici fondamentali: istruzione pubblica, pace e disarmo, e la redistribuzione della ricchezza e dei beni.
L’iniziativa, che ha avuto luogo in concomitanza con il rientro in aula, ha posto al centro del dibattito problematiche urgenti come l’edilizia scolastica e universitaria e la necessità di una didattica rinnovata, ritenuta superata dagli organizzatori.
La Piattaforma Rivendicativa Studentesca
Gli studenti hanno delineato la loro piattaforma come un percorso autunnale che trae origine dalle condizioni materiali quotidianamente vissute, ma che al contempo proietta uno sguardo verso una prospettiva politica più ampia. Hanno spiegato: “Abbiamo scelto di costruire una piattaforma rivendicativa autunnale che parta dalle condizioni materiali che viviamo ogni giorno, ma che sappia guardare anche alla prospettiva politica che ci attende”.
Le tre direttrici individuate, sebbene diverse, sono state presentate come profondamente interconnesse. Nel documento politico elaborato dagli studenti, la difesa dei diritti, la giustizia sociale e la costruzione di una società più libera e solidale sono state indicate come le basi imprescindibili dell’azione politica e sindacale.
Questi filoni tematici racchiudono richieste specifiche che, a parere degli studenti, dovranno essere affrontate nell’ottica di una futura legislatura.
Istruzione Pubblica: Priorità e Richieste
Il primo pilastro della piattaforma si concentra sull’istruzione pubblica, partendo dalle condizioni materiali degli studenti. Le rivendicazioni includono il miglioramento dell’edilizia scolastica e universitaria, il contrasto al caro-studi, l’accessibilità economica all’università, il diritto allo studio e l’autonomia scolastica. Gli studenti hanno sottolineato che “Un sistema educativo realmente pubblico e accessibile non può essere considerato un costo, ma deve rappresentare una priorità politica e un investimento sul futuro collettivo”.
Le altre due direttrici della piattaforma, ovvero la pace e il disarmo e la redistribuzione della ricchezza e dei beni, completano l’agenda studentesca, delineando un impegno complessivo per una società più equa e giusta.