Otto misure cautelari sono state eseguite il 28 settembre 2026 nell’ambito di una vasta operazione condotta dal nucleo di Polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Foggia. L’intervento ha smantellato una complessa rete dedita al contrabbando di sigarette tra la Campania e la Puglia. Il provvedimento ha interessato un totale di otto persone: quattro sono state poste agli arresti domiciliari, mentre altre quattro sono state sottoposte all’obbligo di dimora.

L’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura locale, ha permesso di ricostruire un’intera filiera illecita per il traffico di tabacchi lavorati.

Le sigarette, provenienti principalmente da Napoli, erano destinate alla vendita illegale nel capoluogo dauno e in diverse altre località della Capitanata. Questa operazione sottolinea l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto al mercato nero dei tabacchi, che genera ingenti profitti illeciti e danneggia l'erario.

Nel dettaglio delle misure, quattro soggetti residenti a Napoli sono stati raggiunti dall’ordinanza di arresti domiciliari. Per quanto riguarda il Foggiano, l’obbligo di dimora è stato applicato a quattro individui: tre residenti nel comune di Cerignola e uno nel capoluogo dauno. L’indagine ha meticolosamente identificato i ruoli e le responsabilità di ciascuno all’interno della rete di contrabbando di tabacchi lavorati, monitorando attentamente le direttrici illegali che collegavano la provincia di Foggia alla Campania.

Questo ha consentito di individuare con precisione i punti di passaggio e i depositi strategici utilizzati per lo stoccaggio della merce prima della successiva distribuzione sul territorio.

La filiera illecita tra Napoli, Foggia e Cerignola

Gli investigatori hanno focalizzato la loro attenzione sui depositi di stoccaggio delle sigarette, cruciali per la successiva vendita in Capitanata. È emerso che a Foggia e Cerignola operavano specifici soggetti incaricati dello smistamento sul territorio della merce. Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di delineare l'intera filiera del traffico illecito, evidenziando una chiara divisione dei compiti: la fase logistica e di approvvigionamento era gestita nel territorio napoletano, mentre la successiva fase di distribuzione avveniva nel Foggiano.

Tra Foggia e l’area di Cerignola, in particolare, sono stati monitorati individui ritenuti attivi nella gestione logistica e nell’organizzazione dello smistamento delle sigarette.

Risalendo la complessa catena di distribuzione, che si estendeva oltre i confini regionali, gli accertamenti hanno permesso di identificare anche i soggetti principali deputati alla fornitura della merce. L’attività investigativa si è concentrata in modo particolare sulla città di Napoli, dove la Guardia di finanza ha localizzato e individuato ben tre depositi clandestini di tabacchi lavorati. Questi locali erano strategicamente posizionati in aree centrali della città, precisamente tra i caratteristici vicoli del Borgo Sant’Antonio Abate e la popolare area di piazza Mercato, luoghi noti per la loro vivacità commerciale e la densità abitativa.

I depositi clandestini nel cuore di Napoli

I tre depositi clandestini scoperti nel centro di Napoli rappresentano un elemento chiave emerso nell’indagine sul traffico di sigarette destinate al Foggiano. La loro ubicazione in zone nevralgiche della città partenopea suggerisce una logistica ben organizzata e una profonda conoscenza del territorio da parte degli organizzatori del contrabbando. Questi punti di stoccaggio erano essenziali per accumulare grandi quantità di merce prima che venisse trasferita verso la Capitanata, alimentando il mercato nero e sottraendo risorse significative allo Stato. L'operazione ha così colpito non solo la rete di distribuzione finale, ma anche il cuore logistico dell'approvvigionamento illecito.