A Trieste, la polizia ha eseguito due misure cautelari nei confronti di un trentenne e un cinquantenne, entrambi cittadini italiani e residenti in città. Il provvedimento giunge al culmine di un'indagine che ha permesso di ricostruire quattro rapine, tutte commesse nel mese di agosto ai danni di donne. Gli episodi si sono verificati in diverse aree del centro cittadino e lungo il frequentato viale XX Settembre. I due uomini, dopo l'emissione del provvedimento richiesto dal pubblico ministero titolare del procedimento e disposto dal Giudice per le indagini preliminari (Gip), sono stati trasferiti nella casa circondariale Ernesto Mari di Trieste.

Le indagini hanno delineato un modus operandi specifico e ripetuto. Le vittime, tutte donne, venivano sistematicamente individuate in momenti di solitudine e in luoghi considerati appartati. Gli aggressori le sorprendevano alle spalle, procedendo con un'aggressione fisica e minacciandole per costringerle a consegnare denaro ed effetti personali. Un dettaglio particolarmente grave emerso dalla ricostruzione è l'uso di un coltello in uno dei quattro episodi contestati, elemento che ha accresciuto la gravità delle minacce subite. La sequenza dei fatti, avvenuti tra il 10 e il 23 agosto, è stata attentamente collegata dagli investigatori, che hanno ricondotto i diversi eventi alla stessa matrice criminale.

L'intervento della Squadra Mobile e le indagini

Gli accertamenti investigativi sono stati condotti con la massima professionalità dalla Squadra Mobile della Questura di Trieste. L'attività ha compreso una serie di servizi di osservazione e appostamento, metodologie investigative cruciali che hanno permesso alla polizia di raccogliere un solido quadro probatorio. Questi elementi sono stati ritenuti indispensabili per collegare in maniera inequivocabile i singoli episodi delittuosi ai medesimi autori. L'intero fascicolo dell'indagine è stato poi trasmesso al pubblico ministero, il quale, valutata la gravità e la reiterazione dei fatti, ha richiesto l'emissione delle misure cautelari, successivamente disposte dal Gip.

Le misure cautelari sono state eseguite nella mattinata del 4 settembre 2026, confermando l'efficacia dell'azione investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica. I due uomini, un trentenne e un cinquantenne, entrambi di nazionalità italiana e residenti a Trieste, sono ora a disposizione dell'autorità giudiziaria. La loro identificazione e il conseguente arresto rappresentano un passo significativo nella tutela della sicurezza delle cittadine e nel contrasto a fenomeni di criminalità predatoria che avevano generato allarme sociale nel capoluogo giuliano.

I dettagli delle aggressioni e il modus operandi

Tra i fatti ricostruiti con particolare attenzione dagli inquirenti, spicca un episodio avvenuto in viale XX Settembre.

In quella circostanza, una giovane donna è stata brutalmente minacciata con un coltello alla gola, costretta sotto la minaccia dell'arma a consegnare tutti i beni che aveva con sé. Negli altri episodi contestati, il modus operandi è risultato analogo e altrettanto violento: le donne venivano scelte quando si trovavano in situazioni di isolamento, raggiunte alle spalle e poi minacciate per sottrarre loro denaro e altri oggetti personali di valore. La coerenza nelle modalità di aggressione e la tipologia delle vittime hanno permesso agli investigatori di collegare i quattro eventi agli stessi presunti responsabili, delineando un quadro chiaro delle loro azioni.