Un uomo di 39 anni è stato denunciato dalla polizia stradale della Spezia dopo essere stato fermato con un borsone contenente circa due chili di gioielli, frutto di una sofisticata truffa del finto carabiniere ai danni di un'anziana. L'episodio, che ha avuto origine a Genova, ha visto il fermo dell'individuo il 10 settembre 2026, intorno alle 17:19, mentre questi tentava di lasciare la Liguria a bordo di un autobus diretto verso la Campania.
Il fermo: dalla segnalazione all'ammissione di colpa
Il provvedimento di fermo è scattato in seguito a una segnalazione dettagliata e tempestiva giunta dalla squadra mobile di Genova, che aveva attentamente monitorato gli spostamenti del presunto autore del raggiro.
Gli agenti della polizia stradale hanno intercettato e bloccato l'autobus all'altezza del casello autostradale di Brugnato. Il trentanovenne, che si stava dirigendo verso il capoluogo campano, è stato immediatamente accompagnato presso la caserma di Brugnato per gli accertamenti necessari. Durante le fasi di verifica, l'uomo ha ammesso di essere il materiale esecutore della complessa truffa. La sua posizione è stata quindi sottoposta all'autorità giudiziaria, culminando in una denuncia a piede libero per ricettazione, data la natura del bottino rinvenuto.
La refurtiva: un tesoro di centomila euro recuperato
La refurtiva recuperata è risultata pienamente compatibile con i preziosi sottratti all'anziana vittima a Genova.
All'interno del borsone, meticolosamente nascosti, gli agenti hanno rinvenuto un vasto e prezioso assortimento: pietre preziose di vario tipo, anelli, bracciali, spille, collane in oro massiccio, diverse monete antiche e un orologio maschile di valore. Il valore complessivo del materiale sequestrato è stato stimato dagli inquirenti intorno ai centomila euro, a testimonianza dell'ingente danno subito dall'anziana. Il successo dell'operazione ha permesso di restituire alla legittima proprietaria i circa due chili d'oro e gioielli sottratti con l'inganno. L'individuazione e il recupero del bottino sono stati il risultato di un'efficace collaborazione tra la polizia stradale della Spezia e la squadra mobile di Genova, che hanno lavorato per quantificare l'entità del recupero sia in termini di peso che di valore economico.
La dinamica della truffa: l'inganno del finto carabiniere
La truffa contestata rientra nel purtroppo noto e consolidato schema del finto appartenente all'Arma, una tecnica che sfrutta la fiducia e la vulnerabilità delle persone anziane. Secondo la ricostruzione dettagliata fornita dagli inquirenti, il trentanovenne si era introdotto nell'abitazione dell'anziana donna presentandosi con false credenziali come un carabiniere. Con una scusa pretestuosa e studiata, legata a un presunto incidente stradale occorso al nipote della vittima, l'uomo aveva astutamente richiesto la consegna di denaro e preziosi. La donna, caduta nell'inganno e sotto shock, aveva quindi consegnato i suoi beni più preziosi, prima che il truffatore si dileguasse rapidamente con il bottino. Questo modus operandi evidenzia la specializzazione e la fredda determinazione di chi orchestra tali raggiri.