Una svolta cruciale si delinea nell'intricato caso della strage di Ustica, a seguito di una comunicazione ufficiale giunta dall'ambasciata francese. La Francia ha infatti manifestato la sua piena disponibilità a trasferire all'Italia l'intera documentazione relativa al tragico disastro aereo del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno, provocando la morte di 81 persone. Questa notizia di rilievo arriva proprio alla vigilia dell'udienza di opposizione all'archiviazione, fissata per il prossimo 30 settembre, un appuntamento in cui la Procura di Roma si prepara a ritirare la sua precedente richiesta di archiviazione.
La vasta mole di documenti offerta dalle autorità francesi include, in particolare, anche atti provenienti dal ministero della Difesa francese. Questi materiali potrebbero contenere riferimenti significativi a rogatorie già trasmesse in passato dalla stessa Procura di Roma. Il fascicolo, di notevole estensione, copre un arco temporale che si protrae fino ai primi anni Novanta, e comprende tutti gli elementi documentali collegati alla tragica vicenda. La nota diplomatica francese, inoltrata alla Farnesina, evidenzia inoltre la completa apertura ad accogliere e assecondare eventuali ulteriori richieste che dovessero pervenire dall'Italia in merito al proseguimento delle indagini sul caso.
Il percorso istituzionale della documentazione
La comunicazione ufficiale dell'ambasciata francese è stata inizialmente indirizzata al ministero degli Esteri italiano, la Farnesina. Da qui, l'importante incartamento è stato tempestivamente trasmesso, attraverso la Presidenza del Consiglio, al ministero della Giustizia. Quest'ultimo, a sua volta, ha provveduto a inoltrare la preziosa documentazione alla Procura di Roma. Questo dettagliato iter procedurale tra le diverse istituzioni italiane rappresenta un passaggio di fondamentale importanza, direttamente collegato alla possibile e attesa decisione dei magistrati di ritirare la richiesta di archiviazione durante l'imminente udienza davanti al gip.
La trasmissione di questi atti costituisce un nuovo elemento nel quadro delle indagini.
La richiesta di archiviazione in questione riguarda due distinti fascicoli, che erano stati precedentemente riunificati. Tali procedimenti erano stati aperti, rispettivamente, nel 2008 e nel 2022 dai pubblici ministeri di piazzale Clodio, entrambi istruiti contro ignoti. L'udienza del 30 settembre, incentrata sull'opposizione all'archiviazione, acquista ora un rinnovato significato e un'importanza accresciuta alla luce dell'arrivo di questa corposa e potenzialmente decisiva documentazione, trasmessa attraverso i canali istituzionali italiani. La disponibilità francese apre nuovi scenari per la ricerca della verità sulla strage di Ustica.