Il 30 settembre 2026, il volo FZ 1073 di Flydubai, in rotta da Dubai a Tel Aviv, ha segnalato un'emergenza trasmettendo per breve tempo un codice indicante un dirottamento. L'aereo è sceso a una quota sospetta e ha deviato la rotta verso l'Arabia Saudita. A bordo si trovavano circa 150 passeggeri.
Due caccia dell'Aeronautica militare israeliana sono decollati d'urgenza. I dati di tracciamento hanno mostrato che l'aereo aveva inizialmente trasmesso il codice transponder 7700, segnale internazionale di emergenza, e poco dopo il codice 7500, indicante un dirottamento o interferenza illecita.
Fonti della sicurezza hanno collegato il decollo dei caccia all'intercettazione.
I codici di allarme e la reazione
Il passaggio dal codice 7700 al 7500 ha generato allarme sulla rotta del volo. Mentre l'aereo deviava verso l'Arabia Saudita, il Primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno convocato una riunione urgente sulla sicurezza. Fonti della sicurezza hanno precisato che non vi erano conferme di dirottamento, ma che il pilota aveva attivato un segnale di emergenza.
L'atterraggio in Arabia Saudita era stato inizialmente indicato. Successivamente, è stato confermato l'atterraggio a Tabuk, presso una struttura descritta come base civile e militare. Flydubai ha poi confermato che il volo FZ 1073, diretto al Ben Gurion, aveva avuto un incidente ed era atterrato in sicurezza.
L'atterraggio d'emergenza e le ipotesi iniziali
L'atterraggio d'emergenza ha inizialmente alimentato il timore di un possibile dirottamento, portando Israele a far decollare aerei militari. Le prime indicazioni, attribuite a media israeliani e a funzionari citati nella ricostruzione internazionale, suggerivano che l'episodio potesse essere collegato a una disputa a bordo.