Una alpinista tedesca di 32 anni è tragicamente morta nel pomeriggio del 18 ottobre 2026, precipitando per oltre 50 metri lungo la complessa parete nord del Grande Nabois, nel suggestivo gruppo dello Jôf Fuart, parte delle Alpi Giulie. L'incidente si è verificato intorno alle 14:30, mentre la donna stava percorrendo la Cengia dei Camosci insieme a un compagno austriaco, anch'egli coetaneo.

La caduta è avvenuta in un settore del massiccio noto come circuito anulare, caratterizzato da elevate difficoltà alpinistiche. La Cengia dei Camosci si snoda lungo l'intero massiccio, contrapponendosi alla Cengia degli Dei.

Nonostante i due alpinisti fossero considerati preparati e dotati di un adeguato livello tecnico, la dinamica ricostruita colloca l'incidente immediatamente dopo un passaggio particolarmente impegnativo.

La dinamica dell'incidente sulla Cengia dei Camosci

Le prime ricostruzioni della tragedia indicano come causa principale il cedimento improvviso di un appiglio. Si ritiene che, subito dopo aver superato un tratto particolarmente difficile, l'appiglio abbia improvvisamente ceduto, provocando la caduta della donna nel vuoto per oltre 50 metri. Il punto esatto dell'incidente si trova sulla parete nord del Grande Nabois, all'interno del gruppo dello Jôf Fuart, un'area delle Alpi Giulie menzionata nelle comunicazioni relative all'intervento di soccorso.

Il compagno austriaco, coetaneo della vittima, era presente con lei lungo il percorso al momento del fatale incidente. Le informazioni disponibili sulla dinamica si concentrano sulla caduta, sul cedimento dell'appiglio e sulla successiva attivazione delle squadre di soccorso. La notizia del tragico evento è stata diffusa da Trieste nel tardo pomeriggio del 18 ottobre 2026, precisamente alle 18:27.

L'intervento dei soccorsi e il recupero della salma

Immediatamente dopo l'allarme, sul luogo dell'incidente sono intervenuti i tecnici della Stazione del Soccorso Alpino FVG di Cave del Predil, situata in provincia di Udine. A loro si sono uniti i soccorritori del Sagf della Guardia di Finanza e l'elisoccorso regionale del Friuli Venezia Giulia.

Le squadre hanno operato con la massima urgenza sulla parete, in un contesto alpinistico definito impegnativo e pericoloso, a seguito dell'incidente avvenuto nel primo pomeriggio.

Il recupero della salma è stato effettuato solo dopo aver ricevuto la necessaria autorizzazione dal magistrato di turno. L'equipaggio dell'elisoccorso ha quindi proceduto con le delicate operazioni sul luogo della caduta. L'intero intervento di soccorso e recupero si è concluso intorno alle 17:30, circa tre ore dopo l'orario stimato per l'incidente lungo la Cengia dei Camosci, segnando la fine delle operazioni in montagna.