Una potenziale criticità nell'approvvigionamento di carburante per gli aeromobili sta interessando gli scali pugliesi. Il 13 ottobre 2026, Aeroporti di Puglia ha segnalato questa situazione, attribuendola alla protesta dei lavoratori dell'ex Ilva di Taranto. La manifestazione, che blocca l'accesso alla raffineria Eni, sta avendo ripercussioni dirette sugli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie. Per informare tempestivamente compagnie aeree e operatori, la società di gestione aeroportuale ha emesso avvisi operativi.
La segnalazione di Aeroporti di Puglia chiarisce che il blocco alla raffineria Eni potrebbe creare significative limitazioni nella disponibilità di carburante.
In risposta, sono stati diffusi specifici Notam (Notice to Airmen) con effetto immediato, validi fino alle ore 12 del giorno successivo. Questi avvisi comunicano le restrizioni legate alla fornitura di carburante nei quattro scali pugliesi, informando gli operatori del settore.
Avvisi e limitazioni per il traffico aereo
I Notam sono strumenti essenziali per comunicare informazioni urgenti ad aviatori e operatori aeronautici. Nel contesto attuale, essi servono a indicare le limitazioni connesse alla disponibilità di carburante. Le indicazioni operative influenzano direttamente le attività di volo, sia in arrivo che in partenza, dagli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Grottaglie, come indicato da Aeroporti di Puglia.
Le comunicazioni evidenziano la carenza di jet fuel. Per gli scali di Bari e Brindisi, la disponibilità è stata dichiarata "non disponibile". La situazione è più critica per l'Aeroporto del Salento a Brindisi, con disponibilità residua ridotta e riservata a velivoli di soccorso e istituzionali. L'aeroporto di Bari, sebbene colpito, beneficia di altri fornitori oltre a Eni, mitigando parzialmente l'impatto.
Il blocco alla raffineria Eni di Taranto
Le difficoltà attuali derivano dal presidio dei lavoratori dell'ex Ilva. Il blocco si concentra davanti alla raffineria Eni di Taranto, lungo la Statale Jonica 106. Impedisce alle autocisterne di lasciare l'impianto, interrompendo la distribuzione del carburante agli aeroporti. Ciò collega la protesta dell'ex Ilva alle limitazioni comunicate al settore aeronautico.