La Cassazione ha reso definitive le condanne nel processo per lo scontro frontale tra due treni avvenuto il 12 luglio 2016 sulla linea Andria-Corato, gestita da Ferrotramviaria. L’incidente causò 23 vittime e 51 feriti. La sentenza, pronunciata a Bari il 7 ottobre 2026, conferma le pene per il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e per il capotreno Nicola Lorizzo, e le assoluzioni definitive della società Ferrotramviaria e di due suoi manager.

I giudici della Suprema Corte hanno condiviso l’impostazione della Corte d’appello di Bari, ritenendo la tragedia causata da un errore umano e non da carenze negli investimenti per la sicurezza.

Le condanne definitive sono di sei anni e tre mesi per Piccarreta e di sei anni e nove mesi per Lorizzo. La sentenza d’appello, ora ratificata, era stata emessa nel settembre 2025.

Le sentenze definitive: condanne e assoluzioni

La Quarta sezione penale della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale, che chiedeva l’annullamento delle assoluzioni e un nuovo processo per Ferrotramviaria, l’allora direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi. Le assoluzioni della società e dei due ex dirigenti sono quindi divenute definitive.

Nel corso del giudizio, il sostituto procuratore generale Ferdinando Lignola aveva sollecitato un appello bis per la società e gli ex dirigenti, pur chiedendo la conferma delle condanne per capostazione e capotreno.

La decisione finale della Cassazione ha ratificato la sentenza della Corte d’appello di Bari, chiudendo il percorso processuale per le posizioni esaminate.

Il dibattito sul sistema del blocco telefonico

Durante il procedimento giudiziario, un punto centrale di discussione è stato il sistema del blocco telefonico, adottato sulla tratta a binario unico alternato. L’accusa lo ha ritenuto inadeguato, insicuro e non conforme alle normative vigenti, mentre la difesa ne ha sostenuto adeguatezza e conformità alla legislazione dell’epoca. Il sistema prevedeva lo scambio di dispacci tra i capistazione per autorizzare la partenza dei treni.

Riguardo alla dinamica del 12 luglio 2016, l’accusa ha ricostruito che dalla stazione di Andria, il capostazione Piccarreta concesse alle 10:45 il via libera per la partenza del convoglio Et1016 dalla stazione di Corato.