La Procura della Repubblica di Catanzaro ha richiesto il rinvio a giudizio per 35 persone fisiche e due società. L’iniziativa rientra nell’inchiesta della Guardia di finanza sul condizionamento di appalti e gestione della sanità in Calabria. La notizia è stata diffusa il 2 ottobre 2026. L’udienza preliminare è fissata davanti al Gup di Catanzaro per il 21 dicembre 2026.
Il procedimento verte su nove gare d’appalto, per un valore superiore a 33 milioni di euro. Tali procedure erano state bandite dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria, dall’Università Magna Graecia e da strutture ospedaliere.
Le accuse, a vario titolo, includono corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e turbata libertà degli incanti, reati legati alla manipolazione delle gare. Si aggiungono truffa aggravata ai danni dello Stato, falso ideologico, abusiva introduzione in sistemi informatici ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.
L'ipotesi accusatoria: accordi illeciti sugli appalti
Secondo l’ipotesi accusatoria, il sistema illecito si basava su accordi tra pubblici ufficiali e rappresentanti di aziende fornitrici di beni e servizi sanitari. L’obiettivo era orientare l’esito delle procedure di gara tramite la predisposizione di bandi e capitolati mirati, per favorire soggetti predeterminati e alterare la concorrenza.
L’inchiesta coinvolge appalti di enti regionali, universitari e ospedalieri, delineando una rete di influenze nel settore sanitario.
Altri filoni e misure cautelari
L’indagine non si è limitata alle gare d’appalto. Ha evidenziato irregolarità in concorsi pubblici e nella ripartizione degli incentivi tecnici. Un ulteriore filone riguarda l’ipotizzata indebita percezione dell’indennità di esclusività da parte di un medico-docente universitario. Nelle fasi preliminari, le autorità avevano già applicato misure cautelari personali a 15 persone e disposto un sequestro preventivo d’urgenza di beni per circa 530 mila euro. La richiesta di rinvio a giudizio, depositata il 22 maggio 2026, segna un passaggio determinante nell'iter giudiziario.