La Corte dei conti ha accolto il ricorso presentato dalla vedova di un luogotenente dell’Aeronautica, ribaltando il provvedimento con cui l’Inps aveva respinto la domanda di trattamento pensionistico privilegiato indiretto. La decisione riguarda un militare che, tra il 2005 e il 2009, fu impiegato in missioni internazionali in Iraq e Kosovo, territori indicati come potenzialmente contaminati da metalli pesanti. Il sottufficiale è deceduto nel 2022 a causa di un mieloma multiplo.
La sezione giurisdizionale della Corte dei conti, con il giudice monocratico Riccardo Patumi, ha riconosciuto la dipendenza della malattia da causa di servizio e, di conseguenza, il diritto della ricorrente alla pensione privilegiata.
Il ricorso si è quindi concluso con l'attribuzione del trattamento pensionistico privilegiato indiretto di prima categoria.
Il nesso tra patologia e servizio riconosciuto in precedenza
Nel corso del procedimento, è stata ritenuta pienamente utilizzabile una sentenza emessa dal tribunale civile di Modena nel 2025. Tale pronunciamento aveva già stabilito la riconducibilità della patologia all’attività di servizio svolta dal militare. La scelta di valorizzare questo precedente giudizio è stata motivata dall’esigenza di evitare un ulteriore allungamento dei tempi del processo.
La decisione della Corte si fonda sull’applicazione del principio dell’inversione dell’onere della prova. Questo principio si applica specificamente nei casi di decesso di militari impiegati in missioni internazionali considerate a rischio, qualora la morte sia sopraggiunta per infermità tumorali.
In tale contesto, spetta alla pubblica amministrazione dimostrare che le infermità riscontrate non siano dipese dal servizio prestato. La Corte ha pertanto riconosciuto la dipendenza della malattia dalla causa di servizio e il conseguente diritto alla pensione privilegiata.
La vicenda del militare e il diniego iniziale dell'Inps
Il caso specifico riguarda un Primo Maresciallo Luogotenente dell’Aeronautica, la cui vedova risiede nel Reggiano, precisamente a Casalgrande. Il militare aveva partecipato a una missione in Iraq tra il 2005 e il 2006, ed era stato successivamente impegnato anche in Kosovo nel 2009. Anni dopo queste missioni, gli fu diagnosticata una gammopatia monoclonale, patologia che nel 2015 si è evoluta in mieloma multiplo, la causa finale del suo decesso avvenuto nel 2022.
In seguito alla scomparsa del militare, la moglie aveva presentato domanda per la pensione privilegiata, ma la sua richiesta era stata respinta dalla sede Inps di Reggio Emilia. Un precedente pronunciamento del tribunale di Modena, sezione Lavoro, aveva già riconosciuto il militare come equiparato alle vittime del dovere.