La Corte di Cassazione ha posto la parola fine al processo per il duplice femminicidio di Cavazzona di Castelfranco Emilia, nel Modenese, confermando la condanna all’ergastolo per Salvatore Montefusco. La sentenza definitiva riguarda l’efferata uccisione di Gabriela Trandafir, 47 anni, moglie dell’imputato, e di Renata Trandafir, 22 anni, figlia della donna. Le due vittime furono tragicamente assassinate a fucilate il 13 giugno 2022 all’interno della loro abitazione.

Nelle motivazioni della sentenza, la prima sezione penale della Suprema Corte ha pienamente avallato la ricostruzione dei fatti operata dalla Corte d’Assise d’Appello di Bologna.

Il persistente conflitto tra Montefusco e Gabriela Trandafir è stato ricondotto, tra le altre cose, alla contesa per il mantenimento dell’ex casa coniugale. Tuttavia, i giudici hanno chiaramente evidenziato come all’origine di tale situazione vi fossero “gli iniziali soprusi e maltrattamenti provenienti soltanto” dall’imputato. Proprio per questa ragione, Salvatore Montefusco non è stato riconosciuto meritevole delle attenuanti generiche, elemento determinante per la pena massima.

Il Percorso Giudiziario e le Sentenze Precedenti

Il percorso giudiziario aveva visto in primo grado la condanna di Montefusco a 30 anni di reclusione. La motivazione di quella sentenza, emessa dal tribunale di Modena, suscitò discussioni per il riferimento alla “comprensibilità umana” delle ragioni dell’uomo, inserite nel contesto di denunce reciproche tra i coniugi.

Questa interpretazione fu poi ribaltata in appello: il 15 settembre 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Bologna ha inflitto la pena dell’ergastolo, individuando finalità ritorsive e di riaffermazione del proprio ruolo dell’imputato alla base del duplice omicidio.

La sentenza definitiva della Cassazione è stata pronunciata il 9 luglio 2026, con le motivazioni rese note l’8 ottobre 2026. Riguardo ai rapporti tra i coniugi, la Suprema Corte ha integralmente richiamato la ricostruzione effettuata in secondo grado, sulle ragioni del deterioramento definitivo della relazione. Il fulcro della decisione rimane il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, escluso alla luce della valutazione dei maltrattamenti attribuiti all’imputato.

Il Ruolo della Suprema Corte e la Conferma della Pena

La Corte di Cassazione, al vertice del sistema giudiziario, assicura l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge. Nel caso Montefusco, il giudizio di legittimità ha pienamente confermato l’impostazione della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, ratificando la condanna all’ergastolo. Il procedimento, che ha riguardato un doloroso duplice femminicidio, si conclude con una sentenza che ribadisce la gravità dei fatti e l’assenza di attenuanti per l’imputato.