La Puglia si trova ad affrontare una grave crisi di approvvigionamento carburante, con oltre la metà dei distributori Enilive a secco. La situazione, segnalata da Eni il 15 ottobre 2026, è diretta conseguenza delle manifestazioni in corso dal 12 ottobre presso la raffineria di Taranto, dove i lavoratori ex Ilva stanno bloccando i flussi logistici in ingresso e in uscita dall'impianto.

Questo blocco prolungato sta avendo un impatto significativo e crescente sulla distribuzione di carburanti in tutta la regione. Le ripercussioni si estendono dalla rete di stazioni di servizio Enilive agli aeroporti di Bari e Brindisi, e mettono a rischio le forniture essenziali destinate ai servizi di pubblica utilità.

Eni ha sottolineato la gravità del quadro, evidenziando come le proteste stiano compromettendo la continuità dei rifornimenti. La raffineria di Taranto è considerata un'infrastruttura strategica per la produzione e la distribuzione di carburanti nell'intero Sud Italia, gestendo quotidianamente il transito di circa 260 autobotti. L'interruzione di questo flusso vitale ha generato una situazione di allarme diffuso.

Rete Enilive e aeroporti pugliesi sotto pressione

L'impedimento all'accesso della raffineria sta limitando drasticamente la circolazione delle autocisterne, con effetti diretti sull'approvvigionamento delle stazioni di servizio. Attualmente, più di 150 stazioni Enilive su circa 300 presenti in Puglia risultano completamente prive di carburante.

La problematica non si limita ai soli punti vendita a marchio Enilive, poiché la raffineria di Taranto serve anche altri canali di distribuzione e garantisce forniture cruciali per i servizi pubblici regionali.

La carenza di carburante è stata ufficialmente dichiarata anche negli scali aeroportuali di Bari e Brindisi, dove la situazione persiste. Tentare di rifornire la regione da depositi situati in altre aree geografiche si è rivelato un'impresa ardua, a causa delle notevoli distanze e delle difficoltà di viabilità aggravate dall'estensione delle zone interessate dalle manifestazioni e dai blocchi stradali.

Nei distributori pugliesi, il panorama è desolante: molti punti vendita espongono cartelli che segnalano l'esaurimento del prodotto a causa degli scioperi, mentre altri operano con scorte estremamente ridotte.

A complicare ulteriormente il quadro, alle proteste dei lavoratori ex Ilva si sono aggiunte le mobilitazioni degli autotrasportatori, con blocchi segnalati nel Foggiano e a Brindisi, creando ulteriori ostacoli ai flussi su strada e aggravando la già precaria situazione logistica.

Impianti operativi, ma la logistica è in crisi

Nonostante le criticità esterne, Eni ha rassicurato che gli impianti della raffineria di Taranto sono attualmente in funzione e operano in piena sicurezza. Tuttavia, la continuità operativa degli impianti non risolve il problema della distribuzione, poiché il blocco degli accessi impedisce il regolare carico e scarico del carburante, rendendo di fatto inefficace la produzione.