Milano è stata teatro di nuovi atti vandalici, con scritte sui muri e l’imbrattamento della targa dedicata a Norma Cossetto. La denuncia è stata formalizzata il 7 ottobre 2026 da Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, in riferimento a episodi avvenuti la sera precedente. Fidanza ha collegato esplicitamente questi gesti a slogan che, a suo dire, sono stati vergati “nel nome dell'antifascismo militante”, sottolineando come tali manifestazioni siano cariche di odio e violenza.

L'esponente di Fratelli d’Italia ha identificato l'atto più grave nell’imbrattamento della targa che commemora Norma Cossetto, situata nei giardini a lei intitolati.

Ha ricordato, nel contesto della sua dichiarazione, la recente commemorazione della giovane studentessa istriana, avvenuta la domenica precedente in occasione dell’anniversario della sua tragica morte. Fidanza ha annunciato un'azione immediata per ripristinare il decoro: la rimozione degli imbrattamenti era prevista per la stessa giornata. Insieme al consigliere comunale Davide Rocca, ha confermato l'intenzione di procedere alla pulizia della targa nel pomeriggio, ribadendo con fermezza che “non c'è spazio per l'odio e la violenza, né a dannose nostalgie degli anni '70”. Questo messaggio sottolinea la volontà di contrastare ogni forma di estremismo e di preservare la memoria storica senza cedere a provocazioni.

La targa di Norma Cossetto: un simbolo di memoria

La targa colpita dagli atti vandalici si trova all'interno dei giardini pubblici intitolati a Norma Cossetto, un luogo simbolo della memoria cittadina. La sua presenza ricorda la figura della giovane istriana, vittima delle foibe, e il suo sacrificio. La denuncia di Fidanza ha posto l'accento non solo sul danno materiale, ma anche sul significato intrinseco dell'offesa a un luogo di ricordo. L'intervento di pulizia, annunciato da Fidanza e Rocca, non è solo un atto di ripristino fisico, ma anche un gesto simbolico per riaffermare il valore della memoria contro l'oblio e la delegittimazione ideologica. La targa, infatti, rappresenta un punto focale per le commemorazioni e le iniziative volte a mantenere viva la storia delle vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata.

Questo episodio si inserisce in un contesto più ampio di attenzione verso la targa di Norma Cossetto. Già il 23 settembre 2026, era stata sollevata una polemica riguardo alla stessa targa, situata nel giardino di via Einstein. In quell'occasione, la Lega aveva denunciato la mancata sostituzione della targa, che era stata vandalizzata nel mese di giugno e successivamente rimossa dalle autorità comunali. A distanza di tre mesi, lo spazio rimaneva privo del suo elemento commemorativo. La denuncia era stata formulata da Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale a Milano, affiancato da Davide Ferrari Bardile, consigliere della Lega al Municipio 4. Entrambi avevano criticato la giunta comunale, sostenendo che l'assenza della targa equivalesse a una resa di fronte all'odio ideologico e a un tentativo di cancellare la memoria delle vittime delle foibe e dell'esodo.

Avevano richiesto il ripristino immediato della targa e l'installazione di telecamere per prevenire futuri atti vandalici.

Altre contestazioni e il clima di tensione a Milano

Oltre agli imbrattamenti legati alla figura di Norma Cossetto, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha segnalato un'altra scritta controversa apparsa nel quartiere Lambrate. Questa iscrizione, comparsa nell’anniversario degli attentati del 7 ottobre 2023, è stata descritta da De Corato come un messaggio che suscita forte disapprovazione, contribuendo a un clima di tensione e polarizzazione ideologica nella città. Le diverse segnalazioni evidenziano una crescente preoccupazione per la diffusione di messaggi di odio e per gli atti di vandalismo che colpiscono simboli e luoghi di memoria a Milano, alimentando il dibattito pubblico sulla tutela del patrimonio storico e civile.