A Modena, il 2 ottobre 2026, si è tenuta un’importante udienza per l’incidente probatorio relativo a Salim El Koudri. Al termine dei lavori, l’avvocata Deborah De Cicco, che rappresenta Giovanni Esposito, fratello della vittima Monica Esposito, ha rilasciato dichiarazioni in merito all’esito della perizia sulla capacità di intendere e di volere dell’indagato. La perizia ha concluso per la piena capacità di El Koudri al momento dei fatti, un risultato che la parte assistita aveva in parte previsto, ma su cui ha comunque espresso riserve critiche tramite il proprio consulente tecnico, il dottor Alberto Caputo di Milano.
La principale contestazione avanzata dalla legale si concentra sulla matrice motivazionale del gesto. L’avvocata De Cicco ha, infatti, evidenziato come la perizia non avrebbe considerato in maniera sufficientemente approfondita quella che la parte civile identifica come la vera e propria spinta ideologica che avrebbe mosso l’indagato. Tale valutazione è stata strettamente collegata al vasto materiale informatico già presente negli atti del procedimento e alle ricerche web effettuate da El Koudri, ricerche che la legale ha descritto come particolarmente allarmanti nel commento rilasciato ai media dopo l’udienza. In questo quadro, la difesa della parte civile continua a ritenere di fondamentale rilevanza l’ipotesi dell’aggravante terroristica, una tesi già avanzata e sostenuta con forza nel corso delle fasi precedenti del procedimento.
L’esito della perizia psichiatrica
Nel passaggio centrale dell’udienza, la perizia psichiatrica ha escluso inequivocabilmente il vizio di mente, indicando la piena e completa capacità di intendere e di volere di El Koudri al momento in cui si sono verificati i fatti. La legale del fratello di Monica Esposito ha richiamato l’attenzione anche su un altro punto significativo della valutazione peritale, affermando con chiarezza che, secondo la perizia, “non c'è alcun disturbo mentale alla base del gesto”. Questa specifica circostanza si inserisce in modo rilevante nel confronto processuale, contribuendo alla complessa ricostruzione della condotta dell’indagato e delle sue effettive motivazioni.
Il deposito e la discussione della perizia sono avvenuti davanti al Tribunale di Modena il 2 ottobre 2026.
Un’altra ricostruzione disponibile in merito all’udienza evidenzia che i periti hanno escluso categoricamente che il disturbo schizoide di personalità, per il quale El Koudri era stato precedentemente seguito fino al 2024, abbia in alcun modo compromesso la sua lucidità o la consapevolezza delle azioni compiute. La stessa ricostruzione riferisce che nell’udienza erano presenti, oltre all’indagato, anche alcune delle vittime e i familiari delle vittime.
L’episodio del 16 maggio
Il procedimento giudiziario si concentra sull’episodio avvenuto il 16 maggio in via Emilia Centro, a Modena. In quell’occasione, Monica Esposito, 55 anni, ha perso la vita a seguito di un attentato. La ricostruzione dei fatti è al centro delle indagini e del dibattito processuale.