Il Garante umbro per le persone sottoposte a misure restrittive, Andrea Pensi, ha inviato il primo ottobre 2026 una nota formale al Consiglio Superiore della Magistratura (Csm). La comunicazione, trasmessa anche al Consiglio giudiziario presso la Corte d'Appello di Perugia e al Ministero della Giustizia, evidenzia “criticità e ritardi” nel funzionamento dell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, sollecitando l'adozione di iniziative concrete per garantirne la piena e regolare funzionalità.
La segnalazione del Garante Pensi trae origine da diverse comunicazioni pervenute sia da persone detenute sia dalla Camera Penale di Perugia.
Tali segnalazioni denunciano persistenti ritardi e disfunzioni, in particolare nella gestione e definizione delle istanze e dei procedimenti monocratici affidati al magistrato di sorveglianza. Un aspetto cruciale evidenziato nella nota riguarda la grave carenza di personale: l'organico previsto per l'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto sarebbe di tre magistrati, ma attualmente ne risulterebbe in servizio uno solo. Questa situazione compromette seriamente la trattazione di una parte rilevante delle materie di competenza dell'ufficio.
Le richieste del Garante agli organi competenti
Andrea Pensi ha sottolineato come i procedimenti di sorveglianza abbiano un impatto diretto sulla libertà personale e sui diritti fondamentali delle persone detenute, includendo aspetti cruciali come permessi e benefici.
Per affrontare tale situazione, il Garante ha formalmente richiesto informazioni dettagliate sui posti vacanti all'interno dell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto, sui tempi previsti per la loro copertura e sulle eventuali misure organizzative già pianificate o in fase di studio per risolvere le disfunzioni. La comunicazione precisa inoltre che le problematiche riscontrate nell'Ufficio di Spoleto generano effetti riflessi anche sul funzionamento del Tribunale di Sorveglianza di Perugia, evidenziando l'interconnessione tra i due enti.
Il quadro complessivo descritto riguarda l'operatività dell'Ufficio di Sorveglianza di Spoleto e la sua capacità di gestire i procedimenti ordinari affidati al magistrato di sorveglianza.
L'intervento del Garante, indirizzato al Csm e per conoscenza al Consiglio giudiziario di Perugia e al Ministero della Giustizia, mira ad acquisire dati precisi sull'organico e sulle strategie organizzative necessarie per ripristinare la piena efficienza dell'ufficio.
Il ruolo del Garante regionale e il contesto locale
In un contesto più ampio di attenzione alle realtà penitenziarie, il 21 settembre 2026 Andrea Pensi ha preso parte a un incontro presso il Palazzo comunale di Spoleto con Luigina Renzi, assessora alle Politiche sociali del Comune. Durante il confronto, sono stati approfonditi temi legati alla realtà carceraria di Spoleto e alle politiche di inclusione e reinserimento sociale rivolte alle persone detenute.
L'incontro ha rappresentato un'occasione per esplorare possibili collaborazioni tra il Comune, il Garante e altre istituzioni, con l'obiettivo di rafforzare i percorsi sociali, formativi e lavorativi destinati a coloro che si trovano in stato di detenzione.
La figura del Garante regionale, come quella ricoperta da Andrea Pensi, è fondamentale per la tutela dei diritti delle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale. Il suo ruolo include la raccolta di segnalazioni, il dialogo costante con le autorità competenti e la collaborazione attiva con le istituzioni per migliorare la qualità della vita carceraria e favorire concretamente il reinserimento lavorativo e sociale degli individui.