Un nuovo capitolo giudiziario si apre per Leopoldo Wick, infermiere già condannato all’ergastolo per sette omicidi e un tentato omicidio, tutti commessi all’interno della Rsa di Offida, in provincia di Ascoli Piceno. Wick è stato infatti rinviato a giudizio in un procedimento distinto, che si concentra sulla morte di una donna di 92 anni, avvenuta il 3 agosto 2017. La decisione è stata presa dalla gip Angela Miccoli a seguito dell’udienza preliminare del 6 ottobre 2026, e la prima udienza del processo è stata fissata davanti alla Corte d’Assise di Macerata per il 18 febbraio 2027.

Le contestazioni mosse dalla Procura di Ascoli Piceno, sostenute dal procuratore Umberto Monti, sono gravi. A Wick viene imputato l’omicidio volontario, aggravato da diverse circostanze. Tra queste figurano la premeditazione dell'atto, l’utilizzo di un mezzo insidioso, l’abuso dei poteri connessi alla sua funzione professionale di infermiere e l’approfittamento delle condizioni di minorata difesa della vittima, una persona anziana e vulnerabile. L’intera indagine si è focalizzata in particolare sulle condizioni cliniche della paziente e sulle specifiche somministrazioni di un farmaco cruciale: l'insulina Retard.

L'accusa: somministrazione indebita di insulina

Il fulcro dell'accusa riguarda la somministrazione di insulina Retard.

La Procura sostiene che l’infermiere abbia somministrato ripetutamente e indebitamente questo farmaco alla donna di 92 anni, la quale, è stato accertato, non era affetta da diabete. L'insulina, in questo contesto, è stata definita “assolutamente controindicata” per la paziente, data la sua condizione non diabetica. Secondo la ricostruzione accusatoria, tali somministrazioni avrebbero innescato una serie di gravi crisi ipoglicemiche che, progressivamente, avrebbero condotto al decesso della signora il 3 agosto 2017.

Questo rinvio a giudizio segna l'inizio di un processo penale completamente autonomo, incentrato esclusivamente sulla singola morte della 92enne. Il dibattimento si svolgerà presso la Corte d’Assise di Macerata, dove i giudici saranno chiamati a valutare le accuse di omicidio volontario e le molteplici aggravanti contestate.

Queste includono non solo la natura del mezzo utilizzato per causare la morte, ma anche la particolare vulnerabilità della vittima e la posizione di potere e fiducia ricoperta dall'imputato all'interno della struttura residenziale.

Il contesto del precedente ergastolo

È fondamentale sottolineare che questo nuovo procedimento è nettamente distinto dal caso giudiziario precedente, che ha già visto Leopoldo Wick condannato all’ergastolo. Quella condanna riguardava sette omicidi volontari e un tentato omicidio, tutti perpetrati ai danni di anziani ospiti della medesima Rsa di Offida, in un arco temporale più ampio, compreso tra gennaio 2017 e febbraio 2019. Attualmente, su tale sentenza emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, è pendente un ricorso in Cassazione, il che significa che il verdetto non è ancora definitivo. La complessità del quadro giudiziario si arricchisce così di un ulteriore, grave episodio.