A Castel Volturno, sul litorale casertano, è ripartita il 6 ottobre 2026 l’attività di demolizione degli immobili abusivi, con 50 strutture abbattute in tre anni. L’azione di ripristino della legalità, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere su impulso della Procura Generale di Napoli, si concentra sui manufatti realizzati o utilizzati abusivamente nell’area costiera.

Tra le strutture colpite figura il vecchio lido della gioventù, a Destra Volturno, località con diffusa presenza di case abusive e carenza di servizi pubblici. Già dichiarato abusivo e sequestrato, il lido era stato rimesso in funzione clandestinamente tre anni fa, subendo un nuovo sequestro dalla Guardia Costiera.

Il Bilancio degli Interventi e i Nuovi Abbattimenti

Le demolizioni in corso in questi giorni riguardano altri cinque immobili. Gli interventi, eseguiti da Io.Ca Costruzioni di Casal di Principe, sono finanziati dalla Regione Campania con 300mila euro. Questi cinque abbattimenti si aggiungono ai 45 già eseguiti, portando il totale a 50 strutture demolite. Tali beni rientrano tra i 180 immobili posti sotto sequestro nell’ultimo triennio per la loro natura abusiva. Tra gli edifici già abbattuti spicca un villaggio vacanze che era stato utilizzato dal clan Belforte di Marcianise. L’attività si inserisce in un contesto territoriale segnato per decenni dalla camorra e dall’illegalità. Il procuratore Pierpaolo Bruni ha evidenziato che le demolizioni comprendono anche quelle eseguite autonomamente dai proprietari, numerose e con un conseguente risparmio di risorse pubbliche.

Oltre l'Abbattimento: La Rigenerazione del Territorio

Il procuratore generale Aldo Policastro ha evidenziato come l’operazione sia frutto della collaborazione tra istituzioni pubbliche. Ha ribadito la necessità di affiancare agli abbattimenti interventi di ricostruzione, rigenerazione e riqualificazione del territorio. Policastro ha indicato l’importanza del coinvolgimento di enti pubblici, terzo settore, società civile e imprenditori, sottolineando la necessità di risorse economiche da comuni o altri enti pubblici, e ha citato il finanziamento regionale destinato alle demolizioni.