È fissata per il 9 ottobre 2026 l'udienza preliminare davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (gip) di Bologna, un appuntamento cruciale a tre anni esatti dalla tragica scomparsa di Vincent Plicchi. Il giovane, noto sui social media come Inquisitor Ghost, si tolse la vita in diretta su TikTok il 9 ottobre 2023, a soli 23 anni, in seguito a una presunta campagna diffamatoria online.

La famiglia di Vincent ha presentato opposizione alla nuova richiesta di archiviazione dell'inchiesta relativa a tale campagna, sostenendo l'esistenza di carenze investigative significative.

L'atto di opposizione, depositato il 26 novembre e firmato dagli avvocati Fabio Anselmo e Daniele Benfenati, che assistono i Plicchi, contesta la completezza delle indagini finora condotte.

I legali della famiglia chiedono di approfondire il ruolo di quattro ragazzi che sarebbero stati individuati nel corso degli accertamenti preliminari. La richiesta è strettamente collegata alla ricostruzione delle gravi accuse che furono diffuse online nei confronti di Vincent, le quali, secondo la famiglia, ebbero un impatto devastante sul giovane.

Le richieste di approfondimento della difesa

Per fare piena luce sulla vicenda, i legali hanno indicato la necessità di svolgere accertamenti approfonditi sui dispositivi informatici in uso alle persone individuate.

Questo include l'analisi di "cellulari, pc e tablet" al fine di verificare la proprietà e l'utilizzo dei profili social dai quali sarebbero partite le accuse contro Vincent. L'obiettivo è anche quello di accertare eventuali interazioni e coordinamenti tra queste persone.

La famiglia Plicchi ha richiamato l'attenzione su alcune chat nelle quali Vincent, prima del suo gesto estremo, aveva esplicitamente manifestato il proprio proposito suicidario. In queste conversazioni, il giovane aveva collegato il suo stato di profonda sofferenza e disagio alle accuse di pedofilia che gli venivano rivolte online. Per la difesa, questi elementi rendono indispensabile approfondire l'eventuale consapevolezza, da parte di alcuni dei ragazzi coinvolti, delle gravi condizioni psicologiche e dello stato di vulnerabilità del 23enne.

In questo contesto, i legali hanno chiesto al gip di ordinare la formulazione dell'imputazione per diverse ipotesi di reato, tra cui istigazione o aiuto al suicidio, atti persecutori e minaccia. In subordine, la richiesta è di procedere per morte come conseguenza di altro delitto e minaccia. In alternativa a tali imputazioni, la difesa ha sollecitato ulteriori indagini, inclusa l'acquisizione forense dei dispositivi e dei dati richiesti direttamente alle piattaforme social coinvolte.

Un cortometraggio per non dimenticare

Nel frattempo, a Bologna sono in corso le riprese di un cortometraggio intitolato Vincent, un progetto cinematografico dedicato alla vicenda di Vincent Plicchi. La regia è affidata a Valerio Lo Muzio.

Il film, il cui titolo esteso è "Vincent – The trueR", è destinato non solo al circuito dei festival cinematografici, ma anche e soprattutto a quello delle scuole, con l'intento di sensibilizzare il pubblico, in particolare i più giovani, sui pericoli e le responsabilità legati al cyberbullismo e alle dinamiche dannose presenti online.