La Procura di Padova ha aperto un procedimento a modello 45 sulla Camera arbitrale islamica italiana. Il fascicolo, avviato l’8 ottobre 2026, non prevede indagati né reati, facendo seguito all’esposto dell’avvocato Francesco Minutillo di Futuro Nazionale. Il procuratore Angelantonio Racanelli ha annunciato l’apertura, indicando che l’ufficio “svolgerà i doverosi accertamenti”.
Il procedimento, conoscitivo, riguarda la Camera arbitrale islamica italiana, con sede a Padova. L’esposto di Minutillo ha chiesto verifiche sulla compatibilità dell’attività con l’ordinamento italiano e sul rischio di una giustizia parallela.
La Procura ha iscritto il fascicolo nel modello per atti senza indagati o reati ipotizzati.
L'esposto e il fondatore
Francesco Minutillo, avvocato di Forlì e membro di Futuro Nazionale, ha presentato l’esposto alla Procura di Padova. La questione concerne la natura dell’organismo e il rapporto tra arbitrato privato, riferimenti religiosi e limiti del diritto italiano. La Camera arbitrale islamica italiana è un ente privato che risolve controversie civili e commerciali secondo i principi della Shari’a.
Il fondatore Omar Vanin, avvocato e docente di Diritto internazionale all’Università di Padova, ha respinto la definizione di "tribunale". La Camera arbitrale islamica italiana, fondata a marzo, interviene in controversie tra privati su scelta delle parti.
Vanin ha spiegato che gli arbitri possono decidere ispirandosi alla Sharia “nella misura in cui ciò non contrasti con i principi fondamentali dell’ordinamento italiano”.
Natura e operatività
L’organismo è una camera arbitrale privata per la risoluzione di controversie civili e commerciali secondo la Shari’a, nei limiti dell’ordinamento italiano, operando su consenso delle parti e rispetto delle normative.