La squadra di Report è intervenuta ufficialmente a Roma il 10 ottobre 2026, a seguito dell’ordinanza del Tribunale di Roma che ha respinto l’istanza presentata da Sigfrido Ranucci per il suo reintegro alla guida del noto programma televisivo. Con una nota chiara e decisa, la redazione ha categoricamente affermato di non aver mai espresso sfiducia nei confronti di Ranucci né di aver mai richiesto la sua rimozione, inquadrando la propria dichiarazione nel contesto di una vicenda definita dolorosa e complessa per l’intero gruppo di lavoro. Un passaggio cruciale della comunicazione riguarda la smentita di una presunta divisione interna alla redazione: la squadra ha respinto con fermezza tale interpretazione, utilizzando la formula diretta e inequivocabile “Non è così”.
Nel dettaglio del comunicato, il gruppo ha anche ricostruito le proposte interne che erano state avanzate nei mesi precedenti per la gestione del programma. Già a giugno, ancor prima che emergesse il cosiddetto scandalo Lavitola, il gruppo degli inviati aveva suggerito di affiancare a Sigfrido Ranucci due coautori nella gestione editoriale di Report. Questa prima proposta, tuttavia, non aveva avuto alcun seguito. Successivamente, a luglio, l’intera squadra aveva presentato una nuova e più articolata ipotesi: l’introduzione di due coautori al fianco di Ranucci e la creazione di un coordinamento stabile per la redazione e gli inviati. Questa seconda proposta era stata ampiamente discussa e poi votata in assemblea, ottenendo un’approvazione quasi unanime tra i membri.
Le proposte per un rafforzamento del lavoro collettivo
La redazione ha tenuto a chiarire che tutte le proposte avanzate erano motivate dalla sincera volontà di rafforzare il lavoro del programma e non rappresentavano in alcun modo una richiesta di sostituzione del conduttore. Il gruppo ha spiegato che l’obiettivo primario era quello di non lasciare solo Sigfrido Ranucci in quello che è stato definito il momento più difficile, mettendo invece in prima linea la squadra stessa a protezione dell’integrità e della reputazione di Report. La proposta, secondo quanto dichiarato dalla redazione, non è stata accolta e, forse, non è stata pienamente compresa nelle sue reali intenzioni. Nella stessa nota, è stato inoltre precisato con chiarezza che le decisioni definitive relative alla conduzione del programma sono state prese direttamente dall’azienda.
Il testo ha inoltre ribadito con particolare enfasi il principio fondamentale dell’autonomia editoriale del programma. La squadra ha sottolineato di essersi sempre battuta con determinazione affinché l’autonomia e l’indipendenza del prezioso lavoro giornalistico di Report non venissero in alcun modo minacciate. È stato fermamente ribadito che il programma non riceve ordini dalla politica, né da chi ha sollecitato cambiamenti nella sua linea editoriale né da chi, al contrario, lo ha difeso. La redazione ha aggiunto che Report non è influenzabile da poteri esterni o da gruppi di interesse e che il lavoro svolto rimane intrinsecamente collettivo, frutto dell’impegno di tutti i suoi membri.
Il contesto delle recenti tensioni e del ricorso
Nei giorni immediatamente precedenti alla diffusione di questa importante nota, il confronto acceso su Ranucci e sulla guida di Report era stato ulteriormente alimentato dalla richiesta di reintegro che era stata presentata al giudice del lavoro di Roma. In particolare, il 27 settembre 2026, era emerso un palpabile clima di incertezza all'interno della redazione, in attesa degli sviluppi legali.