Una marescialla dell’Arma dei Carabinieri è indagata dalla Procura della Repubblica di Rimini per presunta alterazione dello stato civile dei figli. L’inchiesta verte sulle dichiarazioni rese all’ufficiale dello stato civile per gli atti di nascita dei due bambini (2023 e 2025). Unica indagata, è assistita dall'avvocato Maurizio Bortolotto di Torino.
L’ipotesi accusatoria collega la vicenda a una relazione extraconiugale che la marescialla avrebbe avuto con un sottufficiale, suo ex comandante di stazione. All’epoca, la donna, sposata con un altro appartenente all’Arma, avrebbe attribuito al marito la paternità di entrambi i figli, pur consapevole della non paternità biologica.
La contestazione riguarda le presunte dichiarazioni non veritiere rese al pubblico ufficiale per gli atti di nascita.
L'indagine sugli atti di nascita e le ipotesi di reato
Il fascicolo d’indagine riguarda due atti di nascita, del 2023 e del 2025. Al centro il sospetto che la paternità dichiarata non corrisponda a quella biologica. L’accusa ipotizza che l’indicazione del marito come padre abbia inciso sullo stato civile dei bambini, inducendolo a crederne il padre.
Il reato contestato (articoli 48, 81 e 567, secondo comma, codice penale) riguarda la presunta alterazione dello stato civile con dichiarazioni non veritiere al pubblico ufficiale. L’accertamento mira a verificare la consapevolezza della marescialla al momento delle dichiarazioni sui due atti di nascita.
Perquisizioni e sequestri di dispositivi elettronici
Nell’ambito dell’indagine, sono state eseguite perquisizioni negli alloggi di servizio e nelle caserme dove prestano servizio la marescialla e il sottufficiale coinvolto. Le operazioni condotte dal Nucleo investigativo di Torino, guidato dal tenente colonnello Andrea Romanelli. Effettuati sequestri di telefoni cellulari e computer, utili alla ricostruzione dei fatti e dei rapporti tra i coinvolti.