Due minorenni sono stati denunciati a Roma nell'ambito delle indagini sulla cosiddetta "banda della minicar", un gruppo responsabile di una serie di aggressioni nella Capitale. I due ragazzi, identificati come i passeggeri della vettura nera utilizzata per gli attacchi, sono accusati di aver commesso ben sei aggressioni e hanno ammesso i fatti durante un interrogatorio notturno condotto dal pubblico ministero di Roma. La minicar nera, elemento centrale dell'inchiesta, è stata individuata dagli investigatori e successivamente sottoposta a sequestro dai carabinieri e dalla polizia locale.
Tra le vittime di questi gravi episodi figura l'attore Davide Iacopini, il quale è tuttora ricoverato in prognosi riservata a causa delle serie ferite riportate. Le indagini, che hanno portato all'identificazione del mezzo e poi dei due giovani, si sono concentrate anche sugli specifici episodi avvenuti il 4 e 5 ottobre, inclusi quelli direttamente collegati al ferimento dell'attore. Il contesto temporale degli eventi si riferisce al 14 ottobre 2026, data in cui è avvenuto il sequestro del veicolo nella notte, a conclusione di un'intensa attività investigativa.
Le indagini approfondite e il sequestro del veicolo
La vettura sequestrata è una minicar di colore nero, ritenuta compatibile per caratteristiche e fattezze con il mezzo sistematicamente utilizzato per le aggressioni.
Le complesse operazioni investigative sono state condotte congiuntamente dai carabinieri della compagnia di Roma San Pietro e dagli agenti della polizia locale di Roma Capitale, il tutto sotto lo stretto coordinamento della Procura della Repubblica di Roma. Gli accertamenti tecnici, eseguiti con il contributo specialistico delle sezioni Cyber Investigation e Rilievi Tecnico Scientifici dei carabinieri del Nucleo Investigativo e del RIS di Roma, hanno permesso di stabilire in modo inequivocabile la compatibilità del veicolo con le sei aggressioni contestate ai due giovani.
I due minorenni denunciati hanno rispettivamente 16 e 17 anni, un dettaglio che ha determinato il passaggio del fascicolo alla procura minorile.
Uno dei ragazzi risiede nel quartiere di Monteverde, mentre l'altro è del quartiere Testaccio, informazioni utili per delineare il contesto dei sospettati. Dopo l'individuazione della minicar, i giovani sono stati convocati e sentiti in caserma dal pubblico ministero della procura di Roma, dove, messi di fronte alle evidenze, hanno fornito la loro confessione. Il fascicolo d'indagine, inizialmente aperto presso piazzale Clodio con l'ipotesi di reato di tentato omicidio, è stato dunque trasferito alla procura dei minorenni, in linea con la normativa vigente.
Il ruolo cruciale delle forze dell'ordine
Il lavoro congiunto e sinergico di carabinieri e polizia locale è stato fondamentale per la rapida risoluzione del caso e per l'identificazione dei responsabili.
Le indagini approfondite hanno permesso di ricostruire un quadro dettagliato di sei episodi di aggressione avvenuti nella Capitale, culminati nella denuncia dei due minorenni. Il sequestro della minicar, avvenuto nella notte successiva agli interrogatori, rappresenta un passaggio cruciale per le successive fasi dell'inchiesta, fornendo un elemento probatorio tangibile a supporto delle accuse mosse contro i due giovani. L'operazione sottolinea l'efficacia della collaborazione tra le diverse forze dell'ordine nel contrasto alla criminalità, anche quella minorile, a tutela della sicurezza cittadina.