Gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Fermi-Sacconi-Ceci di Ascoli Piceno hanno incrociato le braccia la mattina del 10 ottobre 2026, dando vita a un vibrante sciopero per denunciare i gravi e prolungati disagi causati da un cantiere edile attivo all'interno della scuola da circa quattro anni. Questa significativa mobilitazione studentesca si concentra sulle condizioni precarie e spesso insostenibili degli ambienti scolastici, sulle crescenti difficoltà riscontrate nello svolgimento delle lezioni e sulle profonde e legittime preoccupazioni per la salute e sicurezza di tutta la comunità all’interno dell’edificio.

Il messaggio risuonato con forza tra i corridoi e davanti ai cancelli dell'istituto è stato univoco e perentorio: “Basta disagi, vogliamo una scuola sicura”. La protesta non solo evidenzia l'impatto quotidiano e logorante dei lavori sulla vita scolastica, ma contesta con veemenza anche i ritardi cronici nell'avanzamento del cantiere e il continuo slittamento delle scadenze, inizialmente previste entro l’estate 2025 e poi più volte rinviate senza chiare giustificazioni. Gli studenti esigono con determinazione la disponibilità di spazi adeguati e condizioni finalmente compatibili con le normali attività didattiche, sottolineando come l'attuale situazione incida pesantemente sulla loro permanenza quotidiana a scuola, compromettendo seriamente il loro fondamentale diritto allo studio e alla formazione.

Rumori assordanti, polveri pervasive e criticità strutturali

Tra i problemi più pressanti e dirompenti segnalati dagli studenti figurano le operazioni di demolizione, l'uso incessante di martelli pneumatici e il taglio del ferro, attività spesso eseguite durante l’orario scolastico. Queste lavorazioni generano rumori molto forti e fastidiose vibrazioni che si propagano in modo pervasivo fino ai banchi, rendendo estremamente arduo seguire le spiegazioni degli insegnanti e svolgere con regolarità le attività didattiche in classe. La concentrazione e, di conseguenza, l'apprendimento risultano gravemente e costantemente compromessi, trasformando le ore di lezione in un'esperienza frustrante e poco produttiva.

Le denunce si estendono alla costante e preoccupante presenza di polveri sottili che invadono aule e corridoi, creando seri e persistenti disagi, in particolare per gli studenti che soffrono di asma o altre allergie respiratorie, per i quali l'ambiente diventa insalubre. A ciò si aggiungono le infiltrazioni d’acqua nei bagni, condizioni igieniche ritenute ampiamente inadeguate e pavimenti resi scivolosi dall’accumulo di detriti e polvere, aumentando in modo significativo i rischi per la sicurezza personale. Le contestazioni riguardano, infine, l'insufficiente e precaria separazione tra le aree di cantiere e gli spazi effettivamente utilizzati dagli alunni: in diversi punti, infatti, la divisione è garantita unicamente da teli di plastica o pannelli di legno provvisori, suscitando ulteriori timori e un senso di precarietà.

Il presidio davanti ai cancelli e le ferme richieste degli studenti

La mobilitazione ha visto un'ampia e sentita partecipazione, coinvolgendo attivamente anche l’ITT “E. Fermi” di Ascoli Piceno, con un significativo presidio organizzato davanti ai cancelli della scuola. Nel racconto degli studenti, la quotidianità è tristemente scandita dalla presenza di muri provvisori, teloni di plastica, una persistente coltre di polvere e un rumore costante e assordante che rende quasi impossibile seguire le lezioni e concentrarsi. Il rappresentante d’istituto Giuseppe ha sintetizzato con chiarezza e determinazione la richiesta fondamentale degli alunni, affermando: “Non chiediamo di bloccare i cantieri, ma pretendiamo che vengano organizzati nel rispetto del nostro diritto allo studio”.

La protesta chiama in causa direttamente l’organizzazione e la gestione delle lavorazioni, evidenziando con forza la necessità impellente di un intervento risolutivo che garantisca condizioni compatibili con le normali attività didattiche e, soprattutto, la piena sicurezza degli ambienti scolastici. Gli studenti, attraverso la loro decisa mobilitazione, ribadiscono l'urgenza di poter frequentare una scuola che rispetti pienamente il loro percorso formativo, un luogo libero da disagi costanti e pericoli latenti, dove l'apprendimento possa avvenire in un contesto sereno e adeguato. La comunità scolastica, provata da anni di disagi, attende risposte concrete e immediate per il ripristino della normalità e il rispetto del proprio fondamentale percorso educativo.