Un grave episodio di violenza si è verificato nella notte tra il 7 e l’8 ottobre al porto vecchio di Sanremo, dove un clochard è stato cosparso di benzina e dato alle fiamme mentre dormiva. L’uomo ha riportato ustioni alle gambe ed è stato ricoverato per due giorni presso l’ospedale locale, per poi essere dimesso. L’aggressione è avvenuta nell’area di piazzale Vesco e ha visto come presunto autore un ragazzino di soli 13 anni.
Le indagini dei carabinieri sono in corso per fare piena luce sull’accaduto. La vittima, un uomo straniero di circa 40 anni, si trovava in una condizione di riposo notturno quando è stato raggiunto dall’aggressore.
Il gesto violento, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe scaturito da un tentativo di furto: l’obiettivo era lo zaino in cui il senza fissa dimora custodiva i suoi pochi averi.
La dinamica dell’aggressione e i soccorsi
La ricostruzione degli eventi indica che il presunto aggressore, il tredicenne, avrebbe prelevato benzina da un distributore nelle vicinanze. Successivamente, avrebbe versato il liquido infiammabile sull’uomo addormentato per poi lanciare un fiammifero. Le urla della vittima hanno immediatamente richiamato l’attenzione dei militari della Guardia Costiera presenti nella zona del porto.
Sul luogo dell’aggressione sono prontamente intervenuti, oltre alla Guardia Costiera, anche i carabinieri e il personale sanitario del 118 per prestare i primi soccorsi.
Il giovane aggressore, dopo l’atto, sarebbe riuscito inizialmente ad allontanarsi. Tuttavia, le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della Capitaneria di Porto e del Comune di Sanremo si sono rivelate fondamentali per la ricostruzione dell’episodio e per il successivo rintraccio del ragazzo.
Indagini e il profilo del minore coinvolto
Il presunto autore dell’aggressione è un tredicenne di origine tunisina. Dopo l’episodio, il ragazzo sarebbe rientrato nella comunità in cui vive con la madre. Gli accertamenti condotti dai carabinieri mirano a definire con precisione la dinamica dell’aggressione, le responsabilità e le circostanze che hanno portato a un gesto di tale gravità. La vicenda coinvolge anche i profili di competenza dell’autorità giudiziaria minorile.
È importante sottolineare che, avendo meno di 14 anni, il minore non è imputabile secondo la legge italiana. Questo significa che, pur non potendo essere processato penalmente, il caso può comunque comportare l’attivazione di strumenti specifici previsti per i minorenni non imputabili. Tali interventi possono includere misure educative, assistenziali o, nei casi più gravi e previsti dalla normativa, misure di sicurezza. La priorità resta la comprensione delle cause e la definizione degli interventi più adeguati per il giovane coinvolto e per l’assistenza alla vittima.