Un uomo di 53 anni è stato arrestato nel Napoletano dai Carabinieri della Stazione di Grumo Nevano, con il supporto della Sezione Radiomobile della Compagnia di Caivano. L'accusa è di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna, una donna di 49 anni. La vicenda ha avuto il suo epilogo con l'intervento dei militari, allertati da una richiesta di aiuto urgente giunta alle 21.40: la donna aveva telefonato alla caserma di Grumo Nevano, pronunciando le parole “Aiuto, è sotto casa!”.

Le indagini hanno rivelato che la donna aveva già presentato denunce contro l'uomo nei mesi precedenti, specificamente a luglio e ad agosto.

Questa serie di segnalazioni evidenziava una situazione di tensione e paura che si protraeva da tempo, caratterizzata da comportamenti invasivi e minacciosi che non si erano interrotti nonostante le precedenti segnalazioni alle autorità.

La sequenza degli eventi: dalle telefonate al bar

La grave escalation dei fatti si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri. Tutto è iniziato con una serie di telefonate insistenti da parte dell'uomo. Dopo aver inizialmente cercato di evitare il contatto, la donna ha ceduto e ha accettato di parlare. L'uomo l'ha raggiunta in un bar di Grumo Nevano, dove lei si trovava in compagnia di un'amica. Quello che avrebbe dovuto essere un momento di chiarimento è rapidamente degenerato.

L'uomo ha iniziato a minacciarla e a insultarla, in un crescendo di aggressività che lo ha portato ad afferrare la donna per un braccio e a tentare con forza di sottrarle il telefono cellulare che custodiva nella borsa.

Dall'inseguimento all'intervento dei Carabinieri

Nonostante il tentativo, la donna è riuscita a riprendere il proprio telefono e, visibilmente scossa, è uscita dal locale per fare ritorno a casa in auto. L'uomo, tuttavia, non ha desistito e l'ha seguita a bordo del suo scooter per un tratto, prima di allontanarsi. La sensazione di pericolo per la donna era palpabile. Poco prima delle 21.40, rientrata nella sua abitazione a Casandrino, ha notato che la corrente elettrica era improvvisamente saltata.

Guardando con cautela dallo spioncino della porta, ha visto l'uomo proprio fuori dall'ingresso, una presenza che ha scatenato la sua immediata richiesta di aiuto alla caserma di Grumo Nevano.

Il militare di turno, ricevuta la drammatica chiamata, ha prontamente attivato la Centrale operativa della Compagnia di Caivano, che ha inviato sul posto una gazzella dei Carabinieri. In circa dieci minuti, i militari sono giunti davanti al palazzo della donna. Nel frattempo, l'uomo aveva messo in atto un ulteriore e inquietante tentativo di avvicinamento: si era arrampicato su un'impalcatura presente sul retro dello stabile, utilizzata per lavori di restauro, riuscendo a raggiungere il balcone della cucina dell'abitazione della sua ex compagna.

È stato proprio lì che i Carabinieri lo hanno bloccato, ponendo fine alla sua condotta persecutoria, e lo hanno condotto in caserma per le formalità di rito.

Il quadro delle accuse e le denunce precedenti

L'arrestato dovrà ora rispondere dell'accusa di atti persecutori. La gravità della situazione è ulteriormente sottolineata dal fatto che la donna aveva già sporto denuncia contro l'uomo in due occasioni distinte, nei mesi di luglio e agosto. Questi episodi pregressi, uniti alla recente sequenza di eventi – dalle telefonate insistenti agli appostamenti sotto casa, fino al tentativo di irruzione tramite l'impalcatura – delineano un quadro di persecuzione continuata. I comportamenti invasivi e le minacce non si erano mai interrotti, nonostante le precedenti segnalazioni alle forze dell'ordine, rendendo necessario l'intervento decisivo dei Carabinieri per garantire la sicurezza della vittima.