Un uomo di 46 anni, residente a Torre di Mosto, nel Veneziano, è stato allontanato dalla casa familiare dai Carabinieri di San Stino di Livenza a seguito di gravi accuse di maltrattamenti. Il provvedimento è giunto dopo un lungo periodo di violenze che la compagna avrebbe subito, culminato in un drammatico episodio in cui l'uomo le avrebbe stretto le mani al collo davanti al figlio minorenne di lei.

Le condotte vessatorie sarebbero iniziate dall'inizio del 2026 e si sarebbero protratte per diversi mesi. L'intervento provvidenziale del minore, che si è frapposto tra i due, ha permesso alla donna di sottrarsi all'aggressione.

L'uomo, di nazionalità straniera, è stato rintracciato nel pomeriggio del 4 ottobre all'aeroporto di Treviso, dove è stato raggiunto dal provvedimento delle autorità.

Le misure cautelari disposte

I Carabinieri hanno disposto per l'uomo l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese, ovvero la compagna e il figlio minorenne. A queste misure si aggiunge il divieto assoluto di comunicare con loro, sia in forma diretta che indiretta. Il provvedimento prevede inoltre l'applicazione del braccialetto elettronico. In alternativa a quest'ultima misura, è stato imposto il divieto di dimora nell'intera provincia di Venezia, con l'obbligo di presentarsi quotidianamente alla polizia giudiziaria.

Le violenze denunciate e l'avvio delle indagini

La donna ha fornito ai militari un dettagliato resoconto delle violenze subite, che includerebbero offese, minacce di morte, percosse e danneggiamenti all'interno dell'abitazione. Tra gli episodi citati, la distruzione di oggetti e mobili. Anche il figlio minorenne sarebbe stato vittima di aggressioni in più occasioni, subendo schiaffi e strattonamenti. Il quadro descritto dalla vittima ha evidenziato una situazione di grave e prolungata violenza domestica.

Le indagini che hanno portato al provvedimento sono state avviate nel mese di agosto. L'intervento dei Carabinieri nell'abitazione della coppia era stato richiesto in seguito a una segnalazione da parte di una vicina, alla quale la donna si era rivolta per chiedere aiuto e ospitalità dopo aver subito un'ulteriore aggressione. Il giorno successivo a tale episodio, la donna ha formalizzato la denuncia, descrivendo in dettaglio le violenze subite e gli abusi che avrebbero coinvolto anche il figlio.