Momenti di tensione si sono verificati a Torino nel pomeriggio del 24 ottobre 2026, quando un corteo che aveva radunato migliaia di persone in piazza Castello è stato bloccato dalle forze dell'ordine. La polizia ha impedito ai manifestanti di proseguire verso via Po, intervenendo con una breve carica di alleggerimento che ha visto l'uso di scudi e manganelli per respingere il gruppo. Gli agenti avevano precedentemente invitato i partecipanti a dirigersi verso l’area Nord della città, suggerendo un percorso alternativo attraverso i Giardini Reali.
Il corteo, che ha preso il via intorno alle 17:30, era guidato da uno striscione che proclamava: “Noi la guerra non la paghiamo, Torino è contro il riarmo, no datacenter e caro benzina”. Tra gli slogan più scanditi dai manifestanti, si è distinto anche “Tout le monde déteste la police”. La manifestazione ha visto la partecipazione di una composizione eterogenea, con gruppi di autonomi a volto scoperto in testa, affiancati da famiglie e studenti. A monitorare la situazione in piazza Castello era presente anche il questore di Torino, Massimo Gambino.
Scontri e cariche di alleggerimento
Le tensioni si sono acuite in particolare all’ingresso di via Po, all’angolo con piazza Castello, dove il tentativo del corteo di avanzare è stato fermato dal dispositivo di sicurezza.
Dopo la prima carica di alleggerimento, che ha momentaneamente diviso manifestanti e agenti, sono seguite altre due cariche che hanno consentito alla polizia di guadagnare terreno di alcuni metri. Nel corso degli scontri, si sono registrati anche momenti di confronto nell’area dei Giardini Reali.
La cronaca degli eventi ha riportato che due manifestanti sono rimasti feriti e hanno ricevuto le prime cure mediche dal servizio di soccorso allestito in piazzetta Reale. Il centro cittadino di Torino è stato presidiato da centinaia di agenti, con un notevole dispiegamento di forze. Lungo il percorso interessato dal corteo, molti negozi avevano protetto le proprie vetrine o abbassato le serrande, in previsione delle possibili criticità.
Le motivazioni del corteo e il ruolo delle forze dell'ordine
La decisione delle forze dell'ordine di non consentire il passaggio verso via Po ha rappresentato il fulcro delle tensioni, evidenziando la volontà dei manifestanti di seguire un percorso non autorizzato. Le rivendicazioni del corteo si sono concentrate su temi di forte attualità, quali l'opposizione al riarmo, la contestazione dei data center e la protesta contro il caro benzina, riflettendo un ampio spettro di preoccupazioni sociali ed economiche.
La presenza del questore Massimo Gambino in piazza Castello ha sottolineato l'importanza del dispositivo di ordine pubblico, che ha gestito le fasi cruciali del blocco. Dopo le ripetute cariche, il fronte tra manifestanti e agenti si è nuovamente separato, con il corteo che ha mantenuto la sua posizione nell'area di piazza Castello, pur non riuscendo a proseguire lungo la direttrice inizialmente desiderata.