Il vescovo di Aosta, Franco Lovignana, interviene il 2 ottobre 2026 per fare chiarezza sulle recenti polemiche scaturite da un post pubblicato sullo stato privato di WhatsApp del Segretario della Diocesi. Il contenuto, che ha generato un acceso dibattito, accostava le bandiere del Pride alla forma di una svastica, suscitando reazioni significative. Monsignor Lovignana chiarisce prontamente che tale post non riflette in alcun modo la posizione ufficiale della Diocesi. L'intervento del vescovo collega la questione a una più ampia riflessione sull’accoglienza nella Chiesa, sul dialogo con le persone omosessuali e sull’importanza del rispetto della dignità di ogni persona.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Valle d’Aosta, il settimanale di informazione della Diocesi, il vescovo ribadisce con fermezza che, indipendentemente dall’orientamento sessuale, tutte le persone trovano nella Chiesa porte aperte. Lovignana ha inoltre rivelato di aver ricevuto e dialogato, nel corso degli anni, con individui che si identificano come omosessuali, inclusi attivisti. Questa pratica, sottolinea, evidenzia un approccio basato sull'ascolto e sul confronto come modalità fondamentali di relazione. Il vescovo richiama anche l'importanza di mantenere comprensione e rispetto reciproci, anche quando si rimane su posizioni differenti al termine di un incontro, promuovendo un clima di dialogo costruttivo e non giudicante.

Il chiarimento sulla posizione ufficiale della Diocesi

La dichiarazione di Monsignor Lovignana è stata categorica: “Il post non rappresenta la posizione della Diocesi”. Questa precisazione è stata estesa sia al contenuto specifico condiviso sullo stato privato di WhatsApp sia alle modalità attraverso cui la Diocesi comunica ufficialmente le proprie posizioni. Il vescovo ha elencato i canali ufficiali attraverso cui la Diocesi esprime il proprio pensiero: la predicazione pubblica, i messaggi ufficiali, le lettere pastorali, le eventuali interviste rilasciate dal Vescovo stesso e, quando ritenuto opportuno, il rilancio di tali comunicazioni da parte dell’Ufficio Stampa diocesano. Nel merito del caso specifico, Lovignana ha ribadito che, qualunque fosse l’intento dietro la pubblicazione del post, esso non rispecchia né il pensiero né il modo di porsi della Diocesi e, più in generale, della Chiesa cattolica.

Per quanto riguarda l’evento o gli eventi legati all’Aosta Pride, Monsignor Lovignana ha scelto di non esprimere un commento diretto. Il vescovo ha tuttavia sottolineato il diritto di ogni individuo di esprimersi liberamente, a condizione che ciò avvenga nel rispetto di altri modi di pensare e di vedere la vita e il mondo. Ha enfatizzato l'importanza di evitare di pretendere di imporre la propria visione agli altri. In questo contesto, il vescovo ha inserito un richiamo all’insegnamento della Chiesa su temi quali affettività, sessualità, matrimonio e castità. Questo insegnamento è stato presentato come una traduzione del Vangelo, interpretato alla luce della Tradizione di fede e delle scelte etiche, e proposto per l’oggi dei fedeli, offrendo una guida morale e spirituale.