Il 6 ottobre 2026, i carabinieri della stazione di Villabate hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP di Palermo su richiesta della Procura, nei confronti di un palermitano di 41 anni. L'uomo è accusato di violenza sessuale e lesioni personali ai danni dell'ex compagna. L'arresto, avvenuto a Villabate, ha condotto l'indagato nel carcere Lorusso-Pagliarelli di Palermo.

La misura cautelare è giunta dopo un'indagine meticolosa, basata su accertamenti medico-legali, prelievi biologici e le dichiarazioni della vittima.

Il quadro ricostruito rivela una storia di violenza e prevaricazione risalente al 2020. Durante la precedente relazione, l'uomo aveva manifestato comportamenti possessivi, gelosi e violenti, con minacce di morte, telefonate ossessive e comportamenti persecutori.

Precedenti di violenza e misure restrittive

Tali episodi avevano già portato all'interruzione del rapporto e all'applicazione di misure restrittive: un divieto di avvicinamento e, dopo ulteriori aggressioni, gli arresti domiciliari. Disposizioni adottate per tutelare la vittima. L'uomo aveva già riportato una condanna per stalking, a riprova della gravità delle sue azioni.

La ripresa dei rapporti e la nuova aggressione

Dopo aver scontato la pena, l'uomo aveva cercato di riallacciare i rapporti con l'ex compagna, rassicurandola sul proprio cambiamento.

Le prevaricazioni sono però rapidamente riprese, culminando in una nuova e brutale aggressione. La vittima è stata costretta con la forza ad avere rapporti sessuali, sotto la minaccia di un coltello. Le accuse attuali riguardano sia la violenza sessuale che le lesioni personali.

L'arresto è stato eseguito dai militari di Villabate, nel comune dove si è consumata l'ultima violenza. Gli accertamenti medico-legali, i prelievi biologici e le dichiarazioni della vittima hanno fornito un solido quadro probatorio, essenziale per l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il provvedimento, richiesto dalla Procura e disposto dal GIP, ha applicato la custodia in carcere per l'indagato, evidenziando la gravità dei fatti e la necessità di tutelare la vittima.