La Corte d’Assise di Bergamo ha rigettato, il 5 ottobre 2026, la richiesta presentata dai legali di Massimo Bossetti per nuove analisi sui reperti del caso Yara. La decisione è giunta dopo l'udienza mattutina in tribunale a Bergamo, dove l'istanza era stata avanzata dalla difesa. I giudici si erano riservati prima di pronunciarsi e, alle 18:26, la richiesta è stata ufficialmente respinta.
Il procedimento giudiziario riguarda i reperti collegati al tragico caso di Yara Gambirasio. La richiesta difensiva mirava a nuove attività su reperti e campioni biologici, oltre all'acquisizione di documentazione tecnica, amministrativa e di laboratorio relativa ai materiali conservati.
La Corte d’Assise di Bergamo ha esaminato l'istanza quale giudice dell’esecuzione, nel quadro della posizione di Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio.
La richiesta della difesa in udienza
L'istanza era stata presentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, difensori di Bossetti. La difesa aveva chiesto anche l'autorizzazione a specifiche attività tecniche e l'acquisizione in formato Excel delle caratterizzazioni genetiche anonimizzate, già acquisite in formato cartaceo. La necessità di procedere con ulteriori attività era stata collegata alla consegna alla difesa di documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma durante le indagini.
Nel corso dell’udienza del 5 ottobre 2026, le parti hanno discusso la richiesta davanti alla Corte. In aula era presente anche la pm Letizia Ruggeri. Dopo la riserva dei giudici, la Corte d’Assise di Bergamo ha deciso di non autorizzare le nuove analisi richieste sui reperti del caso.
I reperti al centro dell'istanza
Tra gli elementi indicati nella richiesta figurava la traccia 31G20, descritta come sangue e materiale genetico rinvenuto su slip e leggings di Yara. Tale traccia era stata inizialmente attribuita a “Ignoto 1”, per poi essere geneticamente identificata in Massimo Bossetti. La difesa aveva inoltre collegato la richiesta alle valutazioni del genetista forense Marzio Capra, consulente della difesa.