La Lombardia è un luogo sicuro per lemafie: ci sono boss che smerciano droga, si insediano nei grossiappalti, prendono contatti con l'imprenditoria, la finanza e lapolitica; portano i soldi nelle banche svizzere e gestiscono le tramedella criminalità in Europa.

Ce lo racconta Nando Dalla Chiesa che,alla libreria Les Mots di Milano, presenta il libro scritto insieme aMartina Panzarasa "Buccinasco, la 'Ndrangheta al nord".

Èun luogo simbolico la libreria del quartiere Isola; intorno ci sonoqualche edificio storico, i locali notturni della movida, ottimetrattorie e qualche casetta bassa sopravvissuta ai condomini; poi,una sfilza di gru che ininterrottamente tirano su grattacieli.

A poca distanza da questo quartiere chevede le facce dell'illegalità manifestarsi silenziosamente, le mafiehanno lasciato il loro segno con atti dolosi, incendi, intimidazionied estorsioni. Qui, a pochi minuti dal centro città, a pochecentinaia di metri dalla prefettura, dove il Prefetto ha detto "LaMafia a Milano non esiste", Nando Dalla Chiesa discute con icittadini dei clan che hanno messo le mani sulla città.

Dinanzi all'enunciazione dei fatti edelle cronache, le coscienze vengono smosse ognuno si chiede "Iodov'ero?".

Ci si sente complici di quelle azionicriminose, non perché vi abbiamo ha preso parte, ma perché non viabbiamo preso parte alcuna. Siamo rimasti a guardare.

Molto spesso, subito dopo aver appresouna notizia, abbiamo voltato pagina e, ancor peggio, abbiamodimenticato.

Nando Dalla Chiesa racconta come la'Ndrangheta abbia penetrato la nostra esistenza, col nostronon-consenso; hanno squarciato le vite di molte cittadini lombardi, iquali sono stati condotti alla rovina o alla morte, e poi condannatiall'oblio.

I servitori del male usanometodicamente le loro crudeltà ed efferatezza; e chi vuoleimbracciare le armi del bene deve usare determinazione, metodo estrategia.

Dalla Chiesa espone con quantasemplicità i boss e i loro adepti si muovono nelle trame oscuredella grande città o dei piccoli centri periferici, sicuri di nonpoter essere toccati, perché la macchina della giustizia e il motoredella politica spesso sono inceppati.

Mangiano e godono, soggiogandol'economia milanese e lombarda.

I cittadini, quando si accorgono dellametastasi che gli sta intorno, spesso fanno finta di non vedere, comese dimenticare allontanasse la realtà dai loro sogni.

Costruiscono le nostre case, innalzanoi palazzi dove lavoriamo, lucrano anche sui servizi di trasportopubblico che usiamo ogni giorno, decidono cosa vendere sui banchi delmercato e cosa farci mangiare.

Oggi l'Aspromonte è qui, e un'altrabattaglia è necessaria per liberarlo, per liberare quelle piazze,quei circoli dedicati agli eroi del Risorgimento, della Resistenza edell'Antimafia e che oggi sono i luoghi della malavita; un tempoerano gli eroi a guidare il popolo verso la salvezza, adesso forsedovrà essere il popolo a salvare gli eroi e la loro memoria.