Appena annunciate le dimissionidi Benedetto XVI tutti s'apprestano a fare l'analisi dellapersonalità di questo papa, del suo pontificato, delle vicissitudinistoriche attraversate e delle prospettive future a cui s'affaccia loStato del Vaticano; pochi, però, si spingono oltre questeconsiderazioni, ponendosi domande su cosa abbia bisogno questaChiesa, e quale figura possa portarla fuori dalla profonda crisi incui è caduta. Serve a poco srotolare i possibili nomi papabili seprima non ci si chiede quale carisma sia oggi necessario oggi allaChiesa Cattolica, e restituire senso al proseguimento dell'apostolatodi Pietro.
Mettere la testa sotto la sabbiae far finta che la crisi morale non abbia toccato la comunità diCristo non fa bene ai cattolici e nemmeno a colui che presto saràchiamato a guidarli.
Gli scandali che nell'ultimodecennio hanno coinvolto preti, suore e vescovi, principalmentelegati alla pedofilia, non vanno sepolti come si è fatto finora: ènecessario scuotere questa Chiesa dalle sue fondamenta e far caderetutte quelle teste che ne hanno macchiato il nome, compiendo orrendiabusi sui minori; la giustizia divina arriverà, ma prima di questabisogna imparare ad esercitare la giustizia terrena. Chi non lo facommette peccato d'omissione e chi è a conoscenza di fatti moltogravi, e non ne fa parola all'autorità competente, diventa complicedi chi li ha commessi.
La Santa Sede non può pretenderedi essere autorevole e credibile se al suo interno ci sono numerosefigure che con il loro operato trasgrediscono le stesse Scritture sucui è stata fondata.
C'è poi il problema delcoinvolgimento del Vaticano, attraverso alcuni suoi istituti, inloschi giri d'affari e nella finanza sporca: quanto è tollerabileciò dai cristiani? Si ritiene possibile che una comunità, cosìvasta come quella cattolica, possa ancora progredire e apportarebeneficio alla civiltà umana se le sue fondamenta sono marce?
Qualcuno loda Ratzinger per lasua apertura verso i laici e non credenti, purtroppo queste sonostate minime aperture e oggi non sono più sufficienti: il mondodialoga ininterrottamente sui temi che interessano la vita pubblica,la società e l'esistenza umana; a questo confronto prendono partegiovani e adulti provenienti da tutte le estrazioni sociali.
Èsempre più diffuso il desiderio di esprimere la propria sensibilità,verso molte tematiche riguardanti l'uomo, la donna e la vita; questodialogo diventa realizzabile grazie alle nuove tecnologie di cui viavia ci appropriamo, ma spesso i vari interlocutori rimangonoarroccati sulle proprie irrinunciabili posizioni.
Chi si farà carico di ascoltaretutte queste voci? Chi sarà capace di rinunciare all'immaginetradizionale del potere, quello che viene ancora investito dall'altoe si confronterà, invece, con le nuove generazioni come primus interpares?
La Chiesa dovrebbe tornare afarsi amare dal suo popolo, ma anche dal popolo dei non credenti; perfare ciò è necessario cambiare atteggiamento e rivolgersi ad unautentico cambiamento che proviene dall'interno.
Molte voci tuttorasono inascoltate e vengono soffocate con la scusante che sianecessario preservare la tradizione; ma ci si chiede quale tradizionesi voglia preservare visto che nella Chiesa esistono diversetradizioni?
In questi duemila anni, lacomunità che Cristo affidò a Pietro ha attraversato profonde rivoluzioni: queste hanno modificato il volto della Chiesa e, forse, le hanno fattoperdere il carattere che più dovrebbe contraddistinguerla. Quelloevangelico.