Una donna su 5 nel mondo èvittima di stupro, abuso o tentativo di violenze. L'organizzazione Avaaz staraccogliendo fondi per la campagna Mettiamo fine alla violenzasulle donne. Èun'azione che parte dall'India e con la quale si chiede unapromessa di donazione, ovvero: la donazione verrà addebitata solo seil numero di adesioni sarà tale da garantire di vincere labattaglia. Le promesse di donazione vanno da 2 euro in su e sarannoerogate appena sarà raggiunto il quorum.
Si stimano che sianonecessarie almeno 35 mila adesioni per ottenere la somma minima e avviare le prime azioni mediatiche su tutto il territorio indiano e sui medianazionali, acquistando anche intere pagine sui quotidiani.
L'India, ormai, viene definito il Paesedegli stupri: i recenti casi di violenza negl'ultimi mesi hannoscosso l'opinione pubblica; la gente si è mobilitata contro ildilagare della violenza e testimoniare solidarietà alle vittime.Tutti noi ricordiamo il caso della studentessa 23enne stuprata dalbranco su un autobus, picchiata e lasciata in fin di vita, in agoniaper 10 giorni al termine dei quali è morta.
Sono tuttavia decine di migliaia ledonne che ogni anno in India vengono rapite e poi vendute al racketdella prostituzione. Molte di loro abortiscono più volte e ciòmette a rischio le loro condizioni di salute.
La BBC ha stimato che, nella piùgrande democrazia del mondo - l'India - viene compiuta una violenzasessuale ogni 20 minuti.
La crudeltà nei confronti delle donneè talmente diffusa che non la si può affrontare se non con azionid'impatto su tutto il territorio nazionale.
Ilprimo obiettivo che Avaaz vuole ottenere sono le dimissionidi 260 politici indiani i quali sono coinvolti in casi di abuso e violenza. Lostesso governo, presieduto da Sonia Gandhi, ormai a fine mandato, haignorato questo dato sconcertante lasciando che questi politici continuassero a mantenere il loro posto. Un ruolo importantelo gioca la stampa che è reticente a riportare le notizie deiprocessi riguardanti i politici che si sono macchiati di crimini eviolenze contro le donne.
Avaaz sosterrà le cause legali dellevittime facendo così prendere coscienza a tutte le donne indianedell'importanza di venire allo scoperto e uscire dall'omertà.
Anche l'Italia è stata un'infeliceprotagonista di questo problema quando il precedente Presidente delConsiglio è stato coinvolto in un processo per favoreggiamento dellaprostituzione minorile.
Negli Stati Uniti, il candidato ToddAkin ha dovuto abbandonare la campagna elettorale in seguito adalcune dichiarazioni in cui giustificava l'uso della violenza.
Questa battaglia di Avaaz va adaggiungersi a quelle già vinte in Afghanistan e Honduras, a difesadelle donne; questa volta, però, non si vuole combattere solo ilfenomeno della violenza in India, ma si annuncia un coinvolgimento intutto l'occidente e anche nel mondo arabo e musulmano. Sarà una battaglia lunga e difficile,ma di Avaaz, per fortuna, si conoscono già risultati!