Per Cyrano de Bergerac, il bacio era un apostrofo roseo tra le parole "t'amo". Nel cinema, le scene di bacio sono tutt'altro che accessorie. Rappresentano molto spesso l'epilogo più o meno lieto talvolta, più o meno tragico talaltra, di una storia d'amore e non sono necessariamente funzionali alla trama.
Tra i baci che hanno fatto la storia del cinema, ne vanno annoverati principalmente due. Il primo è quello di "Via col vento", in cui Clark Gable incontra le labbra di Vivien Leigh vestita a festa per chiedergli un prestito e poter salvare la sua Tara.
Il secondo è invece considerato il bacio più lungo e più intenso della storia del grande schermo, ed è quello che si scambiano in "Notorius, l'amante perduta" Cary Grant e l'algida Ingrid Bergman, una vera e propria poesia in bianco e nero che ancora oggi possiede un fascino indelebile.
In tempi moderni, la dimensione del bacio ha assunto ben altre prospettive: si va dal bacio come preludio all'amore fisico, come quello che si scambiano Nicole Kidman e Tom Cruise in "Eyes Wide Shut", fino a quello agognato dopo un lungo e romantico monologo di Bill Crystal verso Meg Ryan in "Harry ti presento Sally. Senza dimenticare il suggello trans-sociale che coinvolge alla fine di "Breakfast club" Molly Ringwald e Judd Nelson.
Interessante è anche il fenomeno che interessa i baci tra persone dello stesso sesso al cinema, in particolare i baci saffici, come avviene più volte in "Mulholland drive" di David Lynch. Tra i baci a sfondo omosessuale va sicuramente annoverato quello tra Sarah Michelle Gellar e Selma Blair in "Cruel intentions" che valse alle due attrici l'MTV Movie Awards nel 2000 nella categoria Miglior Bacio.