Dopo averci rallegrato con orchi e squali, panda e gatti, la Dreamworks questa volta ci propone (a partire dal 21 marzo) le disavventure di una famiglia decisamente "all'antica": i Croods, appunto (papà Grug, mamma Ugga, i figli Eep, Thunk e Sandy e nonna Gran).

La gestazione di questo progetto è durata otto anni e ad essa hanno contribuito 385 persone: il risultato finale è sicuramente un prodotto ricco e interessante sotto ogni aspetto.

Una famiglia piuttosto legata alle tradizioni, quella dei Croods (non ci si può allontanare quasi per niente dalla propria caverna, perché - a detta di papà Grug - "Le novità sono un pericolo"); quindi, quando un terremoto distrugge il loro usuale e protettivo habitat, il doversi necessariamente allontanare dalla propria terra diverrà una rischiosa e - allo stesso tempo - spettacolare avventura.

Scopriranno nuove incredibili creature, il fuoco e... le scarpe (e per la graziosa Eep ci sarà anche l'amore).

Indubbiamente, "I Croods" è un film sulla famiglia e sui sentimenti, in cui ogni spettatore potrà facilmente riconoscere qualche dinamica emotiva già vissuta nella propria. Indimenticabile e divertentissima risulterà di certo la continua contrapposizione di tradizione (rappresentata da Grug) e ardente necessità di conoscere e vivere nuovi orizzonti (Eep), che dovrebbe far riflettere eventuali adulti un pò troppo protettivi nei confronti dei propri figli.

Infine, una curiosità: lo stile di regia simula la camera a mano per far vivere la storia in prima persona allo spettatore (seppur sia disponibile anche la versione 3D), facendogli sperimentare allo stesso tempo l'identico senso di sorpresa dei protagonisti.