La ricerca degli egittologi non si era mai spinta fin lì, luogo considerato impraticabile e irraggiungibile. Da sempre considerato un luogo in cui era impossibile trovare una qualche traccia di vita, il deserto occidentale non è mai stato oggetto della curiosità degli egittologi. Si tratta di una terra desolata, un deserto troppo difficile da abitare. Durante la primavera la terra è spazzata da un vento soffocante, chiamato Khamsin, che sposta grandi masse di sabbia. Le temperature durante il giorno possono salire fino a toccare i 50°.
I primi ad iniziare gli studi del deserto occidentale sono stati nel 1992 John Coleman Darnell, ricercatore americano, e sua moglie Deborah.
I due si sono inoltrati attraverso quella che viene denominata "l'ultima frontiera dell'Egittologia" e sono riusciti a scoprire un'antica città perduta. Una volta portata alla luce, la città sepolta ha mostrato una infinita serie di edifici, alcuni di carattere militare, altri artigianali e amministrativi.
Si tratta di una scoperta che potrebbe far riscrivere la storia dell'antico Egitto. E' lo stesso Darnell, oggi egittologo all'Università di Yale, a commentare l'incredibile ritrovamento: "Siamo stati veramente scioccati". La città, che è nota con il nome di Umm Mawagir, ebbe il suo momento di massimo splendore nel periodo compreso tra il 1650 e il 1550 a.C, cioè circa un millennio dopo la costruzione della Piramide di Giza.
Secondo quanto riportato da liutprand.it, la città di Umm Mawagir è un chiaro esempio della grandiosa organizzazione della civiltà egizia.
In base ai dati raccolti dalla ricerca di Darnell, sembra certo che la dinastia tebana fosse riuscita ad estendersi per ben 100 miglia all'interno del terribile deserto occidentale e costruire un centro importante nel crocevia delle rotte commerciali.
La scoperta ha suscitavo notevole interesse in tutto il mondo dell'egittologia e non solo. Come spiega lo scopritore, si è trattato di molti anni di ricerca e indagini condotte in oltre 110 miglia del deserto occidentale. Del momento della scoperta, i coniugi Darnell ricordano: "Non pensavamo che avremmo trovato qualcosa di nuovo. Pensavamo che avremmo trovato giusto alcuni resti di ceramica. Ma nei primi tre minuti ci siamo imbattuti in una stele frammentaria e in montagne di materiali ceramici".