A volte i ritratti, persino quelli più anonimi, svelano informazioni che non tutti conoscono o immaginano. Lo sapevate che il quadro "Ritratto d'uomo con un libro verde" realizzato da Giorgione nel 1500 racconta molto di più di un semplice signore che legge in tutta calma con lo sguardo fisso sulla pagina?

Un signore distinto ben curato, colto, che di primo acchito non può essere identificato come una persona "così". In effetti quest'uomo è la prima prova visibile e tracciabile di letteratura interiore... soffermandoci a guardare il quadro e in particolare il tipo di libro, piccolo, verde, rilegato, comodo da inserire negli scomodi vestiti del tempo, nascerebbe in noi la riflessione che qualcun altro avesse già inventato l'attuale e-book virtuale...

solo in formato cartaceo!

Il libro verde rappresentato è tra i primi tascabili della storia pubblicato dall'editore Aldo Manuzio proprio nel 1501. Manuzio aveva creato i cosiddetti "Libri in ottavo" ottenuti piegando tre volte un foglio intero. Il testo presente sul libro era puro senza commenti e critiche degli esperti del tempo, si trattava di una lettura intima, confidenziale. Cosa c'entra Pietro Bembo in tutto questo?

Pare fosse stato lui a suggerire all'editore di utilizzare quel tipo di formato, curando in prima persona la fortunata edizione di Dante del 1502.

A quanto pare le idee correvano veloci già nel quattordicesimo secolo, in merito alla lettura e alla comodità di trasporto dei libri, la mentalità era avanti, ma non abbastanza dal punto di vista tecnologico.

Per il libro portatile ci voleva Manuzio e Giorgione per trasferirci questa informazione apparentemente poco significativa ma di inestimabile valore socio-culturale attraverso i suoi quadri.

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