Mitchell Stephens, docente di storia della televisione all'Università di New York, rilascia i risultati di una sua tesi molto controversa, a discapito di uno dei cartoni animati più amati dei bambini, Bianca neve e i sette nani.

La tesi

Già in passato furono messi in discussione alcuni famosi cartoni animati prodotti dalla Walt Disney che nascondevano messaggi subliminali come il Re Leone, Le avventure di Bianca e Bernie e La Sirenetta. Mitchell Stephens in questo caso ci va duro mettendo in evidenza un collegamento tra i sette nani e gli effetti della cocaina.

Come si può dimenticare la magia di questo cartone uscito nel 1937, con Biancaneve che scappando dalla sua malefica matrigna trova riparo nel bosco dai simpatici sette nani, Cucciolo, Eolo, Brontolo, Mammolo, Pisolo, Gongolo e Dotto.

Mitchell Stephens partendo da questo cartone, non solo analizza la figura di Biancaneve, che nasconde il riferimento alla polvere bianca e quindi alla cocaina, ma lo fa anche per i sette nani che rappresentano ognuno un effetto causato dall'uso della droga.

Gli effetti della droga rappresentati dai sette nani

  • Cucciolo, "Dopey", che significa sfatto, la sensazione che si sente quando provi la prima volta la cocaina, con un evidente stato di spossatezza fisica e psichica.
  • Brontolo, "Grumpey", che significa imbronciato e quindi rappresenta l'irritabilità, causata dall'astinenza.
  • Eolo, "Sneezy", che significa starnutire, riferendosi a uno dei nani che starnutisce sempre, con quella sensazione di prurito al naso quando si sniffa.
  • Mammolo, "Bashful", che significa schivo, riferendosi al disagio tipico del cocainomane.
  • Gongolo, "Happy", che significa felice, riferendosi all'euforia causata dall'assunzione della droga.
  • Dotto, "Doc", che significa dottore, riferendosi al senso di onnipotenza e saccenza che si prova.
  • Pisolo "Sleepy", che significa addormentato, riferendosi all'intorpidimento causato dalla dipendenza da cocaina.