La promessa dell'alba di Romain Gary, Dio non può essere ovunque: è per questo che ha creato le madri. La massima di Leopold Kombert ben sarebbe potuto essere ideata da Romain Gary (Kacev), il cui amore incondizionato e immenso verso propria madre permea tutto l'impianto narrativo. Si tratta di un amore, direi maniacalmente, ricambiato. Lo stile è ironico nonostante l'argomento. Un libro che è una grandissima testimonianza di quanto possa essere forte l'amore di una madre per proprio figlio e viceversa. Con l'amore materno, la vita vi fa all'alba una promessa che non mantiene mai.
Si è in seguito obbligati a mangiar freddo fino alla fine dei propri giorni.
Dopo di quello, tutte le volte che una donna vi stringe tra le braccia e vi stringe al cuore, non sono che condoglianze. Amore di mamma. Cieco, testardo, impermeabile a tutto, contro ogni evidenza, che neppure la morte può arrestare. A tratti commovente, ma per fortuna Romain Gary ha il grande dono dell'ironia e dell'autoironia. Un amore così assoluto ed egoista da richiedere in cambio la totalità dei sentimenti dell'amato, un abbraccio soffocante che rende impossibile amare seriamente un'altra donna. Libro unico, che costituisce «uno dei più straordinari tributi mai scritti da un uomo a sua madre» (Newsweek), e ci restituisce l'affascinante vita di chi, come Romain Gary, è cresciuto aspettando il giorno in cui avrebbe potuto scostare con la mano il velo che oscura l'universo.
La promessa dell'alba ci mostra come il sogno di restituire la terra a coloro che la riempiono del loro coraggio e del loro amore possa generare grande letteratura.