Dopo aver aperto la stagione 2014/2015, ora lo spettacolo "Nerone, duemila anni di calunnie" si presenta dal 4 al 16 maggio 2015 come il primo spettacolo programmato dal Teatro Manzoni di Milano in occasione dell'apertura di Expo 2015, convinti che la storia a cui si ispira appartenga al patrimonio culturale italiano e che come tale ha ben diritto di voler parlare al mondo che qui confluisce, prevedendo vi siano allo scopo dei sottotitoli in inglese.

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La Genesi

Lo spettacolo di Edoardo Sylos Labini, nasce da un'idea di Pietrangelo Buttafuoco, e poi liberamente tratto dal saggio di Massimo Fini "Nerone - Duemila anni di calunnie" (pubblicato da Mondadori nel 1993), per portare in scena una pièce che darà corpo ed anima all'imperatore Nerone, universalmente riconosciuto come l'incendiario e l'incarnazione del male, compitore dei peggiori misfatti, fino ad essere definito l'anticristo.

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Ma è veramente così?

La storia

Sono pochi quelli che ricordano Nerone come musicista, sia pure viene sempre raffigurato mentre suona la cetra, forse più per sottolinearne la sua indifferenza mentre Roma bruciava. Egli invece era non solo un musico, ma anche poeta, attore e scrittore e nei suoi 14 anni di regno riuscì a trasformare Roma in un centro economico culturale come mai prima si era visto.

Nerone fece si che il teatro divenisse un appuntamento culturale ed un luogo d'incontro tra il popolo e le aristocrazie. Questa verità non viene mai evidenziata dalla storiografia, perlopiù offuscata da parte di storici avversi quali Tacito e Svetonio, che invece lo ricorda per le sue sregolatezze sessuali e mentali e, soprattutto come il folle che bruciò Roma. Nerone fu vittima vittima di una "damnatio memoriae" per essere andato contro i poteri forti, ma fu senz'altro, l'imperatore romano che governò per il Popolo e non in nome del Popolo tanto che le sue riforme, politiche ed economiche, non trovarono il piacere delle oligarchie bramose di controllare il potere.

Tuttavia bisogna dire che egli era un megalomane, narcisista e sicuramente un visionario, come lo sono gli animi dei veri artisti. Questa sua attitudine lo porto ad essere odiato dalle lobby sia economiche, che intellettuali dell'epoca, i cui interessi erano ben altri e, nessuno comprese il suo travaglio interiore, neanche la madre Agrippina, avida di potere e interessata in modo morboso al regno, cosa che faceva manovrando il figlio col quale aveva un rapporto malato.

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Nerone alla fine osteggiato e tormentato anche dallo spettro della madre fu costretto al suicidio.

Gli interpreti

Nel ruolo di protagonista, regista e produttore, insieme alla moglie Luna Berlusconi, Edoardo Sylos Labini (Nerone), Sebastiano Tringali (Seneca), Dajana Roncione (Poppea), Giancarlo Condè (Fenio Rufo), Gualtiero Scola (Otone) e con la partecipazione nel ruolo di Agrippina di Fiorella Rubino.

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Sul palco Il DJ e mimo Paul Vallery, autore delle musiche originali, interpretata dagli allievi attori di Adiacademy di Monza, con le stravaganti atmosfere della Domus Aurea. Di grande pregio l'allestimento ed i costumi di Marta Crisolini Malatesta ed il disegno luci, curato da Pietro Sperduti.

Lo spettacolo è stato interamente finanziato dagli sponsor, per volontà dello stesso produttore che crede in un rilancio della cultura in tutte le sue forme e quindi anche attraverso l'intrattenimento. Sponsor speciale per questa edizione Expo, il cui tema è "nutrire il pianeta", sarà il made in Italy della Valnerina, che sarà presente in teatro per la degustazione e vendita di prodotti enogastronomici Umbri di Norcia.

Un altra opportunità che questo spettacolo offrirà allo spettatore, sarà quella di contribuire all'operato dell'organizzazione no-profit "bambini cardiopatici nel mondo".

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