Si è spenta ieri a Londra all'età di 85 anni Ruth Rendell, una delle più popolari e prolifiche gialliste d'oltremanica, con oltre cinquanta pubblicazioni tra romanzi e raccolte di racconti, tutte tradotti in diverse lingue. Non era molto conosciuta in Italia sebbene molte delle sue opere avessero ispirato registi e sceneggiatori sia britannici che non. Tra i più famosi film tratti dai suoi Libri ci sono: "Il buio nella mente" di Claude Chabrol, trasposizione cinematografica del romanzo "La morte non sa leggere" e "Carne tremula" di Pedro Almodovar, tratto dal libro "Carne viva".

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Alcuni romanzi, tra cui "Ombre sulle scale" sono stati pubblicati sotto lo pseudonimo di Barbara Vine, ottenuto dalla combinazione del suo secondo nome con il cognome da nubile della nonna.

La vita - Ruth Barbara Grasemann era nata a Londra nel 1930 da genitori insegnanti. Completati gli studi presso la Loughton Country High School, Essex, lavorò per qualche tempo come giornalista per il gironale locale Chigwell Times, ma venne licenziata a causa di una notizia falsa che la scrittrice era riuscita a far pubblicare.

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Appena ventenne sposò il giornalista Donald Rendell, conosciuto al giornale, dal quale, nel 1953, ebbe il suo unico figlio Simon. Nel 1975 divorziò dal marito ma due anni più tardi tornarono insieme fino al 1999, anno in cui Donald Rendell morì. Fu nominata baronessa di Aldeburgh in Babergh dalla regina Elisabetta II nel 1997, dopo aver ricevuto l'anno precedente il Commander of the British Empire (la Stella dell'Ordine di cavalleria britannico).

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La sua grande rivale fu Phyllis Dorothy James - venuta a mancare lo scorso novembre - , con la quale condividevano lo scettro di "regina del crimine", oltre ad un banco nella Camera dei Lord, la Rendell tra i laburisti, la James tra i conservatori. Fu politicamente attiva collaborando all'emanazione del "Female Genital Mutilation Act" nel 2003 . In coma dallo scorso gennaio a causa di un ictus, l'autrice non si era più ripresa.

Le opere - Dopo la breve esperienza giornalistica e un lungo periodo di inattività, esordì nel 1964 con il poliziesco che per la prima edizione fu intitolato "Lettere mortali" (From Doon with Death), prima di divenire "Con la morte nel cuore" dopo la prima ristampa. Fu la prima inchiesta dell'ispettore Wexford, personaggio destinato a divenire il protagonista di molti racconti e nel quale l'autrice confessò di aver riversato la propria personalità.

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Oltre al filone poliziesco caratterizzato dalla presenza del burbero Reginald Wexford, la Rendell pubblicò diversi thriller psicologici nei quali approfondì aspetti caratterizzanti la mentalità criminale, tra cui la difficoltà a comunicare i propri sentimenti, l'ossessione sessuale e quanto il disagio e l'emarginazione di molte persone derivino da eventi negativi occorsi agli stessi, spingendoli ad agire in modo sbagliato.

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Nel filone di romanzi firmati con lo pseudonimo Barbara Vine, ai precedenti elementi si aggiungono il ruolo giocato dalle problematiche relazionali all'interno della famiglia e la sofferenza che scaturisce dall'occultamento di delitti commessi ovvero l'impatto con gravi malattie sulla formazione di una mente criminale. Il tutto raccontato e descritto prestando particolare attenzione e accuratezza nella descrizione dell'evoluzione sociale e dei suoi effetti sul comportamento di vittime e criminali.

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